LA CRISI DEL CONCETTO DI POTERE TEMPORALE DELLA CHIESA NELLA POLITICA EUROPEA A META' DEL XIX SECOLO



Indipendentemente dal fatto che si potesse parlare con ragione di una questione romana, esistevano già, nel concerto della potenze europee a metà del XIX secolo, i presupposti per mettere in discussione il problema del potere temporale della Chiesa romana. E non tanto, o comunque non solo, come problema politico-istituzionale. Infatti, il tramonto del principio di restaurazione, profondamente intaccato a Parigi nel 1856 dall'enunciazione Clarendon del principio di non intervento e della deliberata volontà di Napoleone III di mutare l'assetto europeo precedentemente instaurato dal Congresso di Vienna, era venuto, per l'appunto, a rimuovere i puntelli su cui si reggeva il principato civile del Papa, che difficilmente avrebbe potuto reggere ad una nuova crisi. Ovviamente questo concetto non era perfettamente chiaro, né poteva esserlo, a Parigi nel 1856, dove la diplomazia europea, pur rendendosi conto dell'anacronismo della potestas in temporalibus, non giungeva a teorizzare l'ineluttabile caduta, ed esprimeva ufficialmente la convinzione che l'unico possibile rimedio stesse nell'emanazione di riforma da parte pontificia. D'altra parte sfuggiva anche alla sua attenzione che il Congresso aveva nello stesso tempo idealmente rimosso i principali ostacoli che si frapponevano ad ogni ipotetico mutamento della situazione interna della penisola italiana. Anche qui non sia andava oltre ad una generica condanna dei sistemi ritenuti più repressivi. La questione romana in senso stretto, cioè come problema dell'annessione di Roma ad uno Stato italiano di grandi dimensioni, non poteva che far parte di quest'interna sistemazione peninsulare, e diveniva idealmente proponibile, ma concretamente inattuale.Pur non ritenendo prudente individuare come data d'inizio neppure quella del 1856, sembra lecito affermare che essa costituì una delle tappe comuni e salienti dei problemi risorgimentali italiani e ne evidenziò uun particolare aspetto: dipendevano tutti dal quadro degli equilibri europei di quel tempo.
Casalino Pierluigi