Paolo Giardini Mistificazioni....ferraresi

 

MISTIFICAZIONI

E’ arrivato nelle librerie il saggio di Francesco Bucci, “Umberto Galimberti e la mistificazione intellettuale”. Dovrebbe essere adottato come libro di testo nella scuola media per una materia di studio istituita ad hoc: la Demistificazione, perché l’impreparazione in questa tecnica impedisce di riconoscere la presenza dei mistificatori, protagonisti di quell’esile ma eletta minoranza che ha sempre fatto andare il mondo a rotoli. Il Bucci è un “lettore forte” (credevo d’esserlo anch’io, prima del suo saggio), senza essere un filosofo, ma appassionato dell’argomento, qualcosa non gli tornava negli articoli su La Repubblica dell’onnipresente filosofo-psicanalista-saggista Galimberti (guru cattedratico a Ca’ Foscari, una trentina di opere edite da Feltrinelli). Confrontando centinaia di articoli ha scoperto ben più del plagio sospettato, e con l’inevitabile successivo esame dei saggi pubblicati ha scoperchiato il Vaso di Pandora delle erudite baggianate di Galimberti connotate dall’eleganza, e a volte la poesia, del linguaggio colto.

Bucci non si limita a comparare scopiazzature senza senso nel florilegio del riuso e abuso delle parole, aggiunge l’analisi genealogica dei testi, con diagrammi di flusso dei passaggi di brani fra libri, e tabelle di percentuali di riutilizzazione. L’impostazione scientifica rende facile la lettura e adatta a tutti, anche a chi non mastica di filosofia come me e la signora Marcella Zappaterra.

Perché cito la graziosa signora? Perché oltre ad aver bisogno come me, e come tutti, dell’insegnamento tratto da quel testo, la signora, che è Presidente Pd della Provincia di Ferrara, omette sempre la sigla Pd quando si presenta in quella veste, e così facendo mistifica.

La sua carica è pubblica proforma, deriva direttamente, ed esclusivamente, dal precedente ruolo di segretario provinciale di un’associazione privata denominata Pd, con relativi annessi e connessi di bottega. Ci sono evidenti analogie fra la deriva intellettuale del colto Galimberti e la deriva funzionale del partito di massa ferrarese. Ma se lo scempio operato dal primo si aggiunge semplicemente alla lista delle curiosità nella Storia della Cultura che proseguirà per la sua strada, gli scempi derivanti dall’insipienza di una generazione di funzionari stolti al potere lasciano invece sul territorio danni irreversibili, o rimarginabili nei tempi lunghi delle ricostruzioni postbelliche. Perciò, signora Zappaterra, se deve rispondere per questioni di bottega al signor Bellini, segretario PD di Comacchio, reo di indipendenza dalla posizione del suo partito (notoriamente prono alle decisioni Regionali, cioè Pd regionale, in difformità dalle esigenze della popolazione locale) sugli ospedali ferraresi, non lo faccia con una lettera aperta rivolgendosi a tutti. I vostri problemi di entità artificiale al crepuscolo sono inezie in confronto ai problemi esistenziali, nuovi ogni giorno. Uno dei quali è la mancanza di un Bucci locale che faccia finalmente le bucce al lavoro complessivo degli ultimi 30 anni di devastante signoria del vs. partito.

Paolo Giardini