Musei, Grandi Manager e il piccolissimo ministro ferrarese....

IL GIORNALE

C'eravamo tanto illusi. Per mesi, da quando a giugno scorso il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini enunciò le linee guida della riforma del Mibact, avevamo creduto, pur con qualche disincanto, che potesse essere la volta buona: ovvero che i musei italiani potessero essere gestiti da un consiglio di amministrazione che non guardasse soltanto alla conservazione delle opere, ma anche a quanti turisti pagano il biglietto, a quanti sponsor si attraggono, a quanto lavoro si produce sul territorio.
Insomma avevamo pensato che fosse arrivato il tempo per vedere le collezioni d'arte dirette managerialmente, senza buchi profondi di bilancio.
La riforma è entrata in vigore da pochi giorni, in sordina. Il ministro Franceschini sta per rendere pubblici i bandi per scegliere i direttori dei principali 20 complessi museali statali (tra questi, gli Uffizi, Pompei, Pinacoteca di Brera, Colosseo e Area archeologica di Roma) aprendo una selezione internazionale per attrarre - queste sono le intenzioni - grandi personalità che abbiano sia competenza specifica sia capacità aziendali. Entro il 30 gennaio 2015 queste alte figure dal profilo manageriale saranno scelte dal ministro stesso, secondo i curriculum pervenuti. Sembrerebbe un cambiamento importante, ma rischia di essere illusorio. Infatti leggendo le indiscrezioni fin qui trapelate, ci cascano le braccia: il direttore del museo dovrebbe guadagnare massimo 3.500 euro al mese. Quale manager dal profilo internazionale lascerebbe i suoi incarichi in aziende, holding, banche, fondazioni, gruppi editoriali, per un lavoro che dura triennalmente, forse un quinquennio e per una cifra simile? Davvero possiamo pensare che un dirigente di Amazon, la società americana che nel 2013 ha fatturato 74,45 miliardi di dollari, lasci il suo lauto ingaggio per 3.500 euro al mese? O che un responsabile della National Geographic abbandoni la sede di Washington per dirimere questioni sindacali a Pompei? O che i vari dirigenti del Louvre, che guadagnano 7.000 euro netti al mese, dimezzino i loro stipendi per gestire le Gallerie dell'Accademia di Venezia? Inoltre non sono ancora chiari i requisiti per diventare direttore. Pare che tra i titoli, verrà richiesta una laurea in storia dell'arte, archeologia o numismatica. Insomma, se le condizioni saranno queste, tanti saluti ai manager internazionali.