Il Bambino e i Sensi 1... 2.0 (Armando editore)

Valeria Pernaselci, L'educazione sensoriale (Armando editore, Roma, 2014) Un quasi inno al Bimbo Sapiens  immaginario (ma fino ad un certo punto). Lunga la Tradizione in psicologia  e psicanalisi in particolare, sul valore sensoriale educativo, da Freud e Reich allo stesso Piaget, ma anche Skinner e il comportamentismo, per non parlare, dopo Marcuse, la parziale retorica della liberazione e dell'Istinto come prassi psicosociale rivoluzionaria.
Naturalmente, assai piu complessa la questione, alla luce stessa di certa ecologia culturale  e delle neuropsicologie contemporanee pur almeno tacitamente attraversate dall'autrice come registro di sistema concettuale.
La psicologia e pure la psicanalisi, oltre al ben noto semifallimento della liberazione dei Sensi, rivoluzione sessuale inclusa, sfociate vuoi nel conformismo poi quasi spirituale o nel consumismo edonistico acritico, o nel mero adattamento sociale. nei fatti incidono tutt'oggi meno del previsto.
La ricercatrice in questione rimodula brillantemente la questione, con meno spettacolarità eteronoma ma come una musica alla Chopen  puntuale, precisa, molto cadenzata e con penna ammaliante ma non seduttiva.
Il volo esplorativo paradossalmente riparte o attinge da certa Tradizione prossima a certa letteralmente Scienza diversamente Romantica, quasi, tra lo stesso Kant, Goethe,  Schilller,
Bergson, Steiner, Buber; Schiller e Bergson, forse soprattutto.   Fino alla grande svolta paradigmatica di un Gregory Bateson...
Nessuna Infanzia da sedimentare anzitempo in chissù quale elevazione: semmai una interfaccia quasi sociobiologica (ma diversa e flessibile) con il Mondo Incantato del bambino che non soltanto proietta le pulsioni in formazione sulla dimensione oggettuale, Natura inclusa, ma ne capta certo linguaggio diversamente segreto; già una tecnomagia, il bambino come prescienzaito che esplora a modo suo la vita la natura e i propri simili quasi con una visione stupenda in trasparenza, chè poi quel residuo di Meraviglia che ancora soprende sempre genitori e adulti  nel divenire già interattivo dei bambini dal sorriso dei primi mesi  alla loro quasi musica ghirogorica contemporanea, alla prime parole quasi declamotorie come un Haiku filastrocca, ai primi passi quasi come una corsa di 100 metri di una Olimpiade giocattolo.
Ecco, la ricercatrice, con anche tributi metodologici alla stessa Montessori, traccia una pragmatica, attraverso per cosi dire una educazione al movimento dei sensi, olfattivi, sonori, tattili (magari anche quelli misteriosi sinaptici del pensiero nascente) al/nel/per il bambino. 
Per una Infanzia non solo quasi automatica ma già pur con grande lievità e amore dinamico anche auroralmente interattiva, per un Io mobile, come suggerisce magari certo effetto relativistico proprio multisensoriale, ma già Specchio "solido", anche per dribblare e prevenire, in certo potenzialissimo e probabile effetto volano verso già il proprio Self e quindi l'Altro, fenomeni patologici in diffusione quali bullismo e simili.


Roby Guerra


INFO

http://www.armando.it/leducazione-sensoriale