Ferrara e il Giovane Governo ombra

ESTENSE COM

A poche ore dalla presentazione della giunta ombra di FDI Ferrara e dei suoi componenti da parte di Paolo Spath (consigliere comunale) , che ringrazio molto per avermi coinvolto, colgo l'occasione per chiarire alcuni aspetti riguardo la mia posizione politica per poi straripare un po' in un ottica più allargata. Non è mio uso accettare di rappresentare in una realtà un movimento (Federalismo Regionale) per tempo considerevole per poi essere raffigurato in altri contesti partitici con nonchalance come non è nelle mie corde utilizzare sigle e renderle interscambiabili a piacimento, chiarezza in politica prima di tutto.

Come rappresentante di F.R a Ferrara ho accettato di fare parte del progetto di Spath per almeno 2 motivazioni.

Perchè ritengo, e il movimento di cui faccio parte con me, che ogni iniziativa intelligente, propositiva per incalzare il PD sia politicamente che culturalmente, dai banchi dell'opposizione, sia utile e necessaria a Ferrara. In secondo luogo perchè personalmente penso che le differenze nella visione locale tra Fratelli d'Italia e Federalismo Regionale siano davvero poche, non solo politicamente ma anche umanamente. Quindi a fronte di tutto cio', perchè non dare una mano, pur mantenendo una chiarezza e coerenza doverose, ai ragazzi di Fratelli d'Italia?

Approcciandosi a un discorso più generale ma sempre focalizzato su Ferrara, è opportuno che ai soli partiti di livello nazionale dell'area centro destra si comincino ad affiancare altre realtà emergenti, che possano portare un aiuto concreto in termini di allargamento di forbice propositiva elettorale. In Emilia Romagna e quindi a Ferrara si dovrebbe aver compreso che sono gli indecisi, i non votanti che decideranno e cambieranno in futuro gli equilibri politici e quindi è a questo bacino di elettori che il rinnovamento, a 360°, deve dirigersi.

Infine ritengo che serva riallacciare il rapporto di collaborazione tra le varie forze del centro-destra, come si fece prima dell'appuntamento elettorale di maggio, utilizzando i famigerati "tavoli" o perchè no, altra formula concordata e accettata da tutti. Se si è universalmente d'accordo infatti , oltre che coerenti, sul ragionamento che l'unità porti più vantaggi che negatività riprendere il discorso interrotto darebbe un segnale di continuità proprio al bacino di non votanti di cui facevo menzione più sopra. Non penso infatti che continuare la ricerca del "piantare la bandierina" sia veramente conveniente per chiunque perchè in realtà serve un approccio sinergico il più possibile da qui in avanti, qualsiasi sia il futuro nazionale del centro destra che un Salvini un Berlusconi o una Meloni (o altri) possono prevedere.

Stefano Guglielmini (Federalismo Regionale Ferrara)