Ferrara La grande truffa de L'Internazionale: flop mediatico in Italia

(Mentre, vedi Google.., è stato un flop mediatico nazionale: a parte la stampa archeocomunista, TV e Giornali Nazionali -neppure quelli del Gruppo Espresso/La Repubblica/De Benedetti se la sono bevuta (al massimo qualche articolo su singoli episodi del Festival!!!)

Tranne alcune eccezioni, massmedologiche, i vari Shirky e una esperta sui videogame, e poco altro, Jovanotti stesso.. (si veda la chicca del TG3 alla fine..), peraltro poco illuminati dalla'Apparato Digerente di Ferrara e del Festival, non a caso...

Neppure è necessaria quale analisi..sic. Ermeneutica.... Era tutto alla luce del Sole: nulla di male se non si è voluto far credere, con certa amplificazione fuorviante, altro Scenario equivalente a dire che nello Spazio ci son stati soltanto i sovietici e non gli americani, ignorando persino che nel 2011 ci sono andati anche i cinesi!!!

L'Internazionale è stato chiaramente anche un capolavoro revisionista della vecchia sinistra culturale ancora sessantottarda, aggiornata non all' era di Internet e della tecnoscienza, (vera avanguardia culturale come ben sanno gli scienziati mediatici o sociali, riconosciuti peraltro -questo sì- dalla comunità culturale e scientifica internazionale) ma a certa ben nota ecologia culturale, fondamentalmente neoluddista e ammantata di certo umanesimo difensivo, ostile appunto alla Scienza; non a caso nel Festival si celebra non la rivoluzione ma..”l'illusione di Internet”!.

Oltre al solito, prevedibile e conseguente corollario socioculturale d'area, inclusa certa retorica relativista pseudoantropologica e dei cosiddetti dirittti dell'uomo (sia ben chiaro.. modulati in versione metafisica, tipo magari l'Onu che intendeva affidare la Commissione per le Donne...all'Iran!).

Vale a dire, questi i temi della cosiddetta Informazione vera, secondo le parole della Zappaterra, numero 5 della nomenklatura di centrosinistra ferrarese (cattocomunista sia ben chiaro), dopo Franceschini, Sateriale, Tagliani, Maisto): anticapitalismo.... terzomondialismo e copioni annessi – la cosiddetta primavera nordafricana recente, ecologia della decrescita felice, pacifismo alla Assisi...: temi certamente centrali nel mondo contemporaneo, ma appunto credibili se interfacciati nel divenire globale di quest'ultimo, e che, piaccia o meno, non possono prescindere dal tecnocapitalismo come unico sistema sociale democratico presente sul pianeta, dalla tecnologia e la scienza come motori fondamentali dell'economia, da differenze storico culturali non azzerabili tra l'Occidente democratico e ad esempio il mondo arabo …

E i loghi di alcuni eventi sono stati lapsus disarmanti persino: “L’illusione del web. I limiti dell’attivismo online”... “Prima dell’apocalisse. Politiche energetiche e rischi tecnologici” La multinazionale del crimine”....

Né è sufficiente come hanno tentato di fare nel programma, bilanciare il postulato ecoculturale con apppunto, alcuni esperti contemporanei del web o le nuove tecnologie: ovvero ad esempio il ben noto Clay Shirky, per carità voce positiva, un creativo brillante amplfcatore ripetitore di idee e intuizioni di cui scriveva il solito McLuhan (e anche altri) fin dagli ann 50, da La Sposa Meccanica e La Galassia Gutenberg e Undestanding Media....

Parlare del “Mondo a Ferrara” come pomposamente ha scritto (ic!) La Nuova Ferrara – il giorno dell'inaugurazione del Festival- è stato un falso storico: se era legittima anche certa griglia specifica dell' ultima edizione, come senza tanti sotterfugi ha candidamente dichiarato l'art director principale della rivista madre omnima del Festival, la Nielsen: “particolare attenzione al mondo arabo...”, non è certamente... il Mondo a Ferrara!

Una mappa del Mondo, ribadiamo... legittima se non fosse stata estrapolata a tutto il Mondo contemporaneo come invece hanno spacciato al Festival.., ancora fortemente ideologica, certamente il vertice di certa Informazione mondiale, ma quella di un mondo ideologico, che viene dalla new left dei decenni scorsi, che rilegge il mondo oggi, come se il Muro di Berlino non fosse mai caduto, come se la Internet revolution e la tecnoscienza in progress degli ultimi stessi decenni non avesse già consegnato alla storia certa ideologia anticapitalista in nome di certa utopia come noto fallimentare.... Alcuni ospiti poi sono stati appunto impronte digitali: Greenpeace, Medici senza Frontiere, il regista di Black Bloc sul G8 di Genova (nonostante sentenze europee chiare come il tribunale dell'Aja!), la Camusso! Intellettuali della cosiddetta sinistra libanese, molti nomi extrauropei, certamente è stato.. l'Internazionale... del Nord Africa... avallati anche da occidentali ben noti, per carità tutte teste d'uovo non discutibili in sé, molto liberal new left anglosassoni style, guarda guarda, alcuni non distanti – come esempi iperbolici per intenderci- da certe sciocchezze ben note anche recenti di italiani pur non banali come Oddifreddi (ma pure Dario Fo a suo tempo) o lo stesso Giulietto Chiesa sull'11 settembre.... e così via....

Ebbene, qua- in questa analisi critica a posteriori (che abbiamo vanamente atteso da qualche Mandarino ferrarese... ma vana utopia!) non si contesta nulla in sé: son stati tutti ospiti o organizzazioni di spicco che certamente esprimono certa parzialità critica (o agiscono …) fondamentale per mutare il tecnocapitalismo in un sistema aperto più umanistico e più coerente con i valori umani universali per tutta l'umanità e non soltanto per i cosiddetti privilegiati occidentali...

Ma censurare, ignorare, come ha fatto il lifting istituzionale-politico e mediatico del Festival, anche certa debolezza alternativa globale sia di tali organizzazioni sia del libero pensiero degli ospiti (tranne ovvio eccezioni, ad esempio un certo blogger eroe sul campo in certa guerra civile nordafricana, sul campo..non nei convegni...), vale a dire certo anticapitalismo appunto programmatico o quantomeno deja vu (senza alcun nuova alternativa all'orizzonte forte se non appunto certo pericolosa eco o biopolitica antitecnologica e – checchè lo spaccino- fondamentalmente reazionaria e anche regressiva), lo lasciamo infatti agli ultimi nipotini di Marcuse (già tutto lì.. l'Internazionale....): nipotini attardati come certe figure istituzionali ferraresi o certo giornalismo periferico naturalmente a nozze con il Manifesto, il Fatto Quotidiano, l'Unità, le Invasioni Barbariche, per giunta vulgando anche la profonda utopia dello stesso Marcuse, oggi sostituito come lo stesso Che Guevara, da pseudo eroi come - ieri tipo Zapatero e Obama….oggi... tipo Wikileaks... Travaglio, Saviano... Tiziano Terzani... discutibili talenti letterari extraeuropei (celebrati non si sa mai se per il talento o per il loro antioccidentalismo...). L'Internazionale? Una in certo senso grande truffa dell'informazione: una specie di Giubileo del giornalismo a una dimensione pre-internet, come se anche l'Informazione non fosse già una scienza umana e sociale, come ben si sa nella Comunità stessa accademica culturale e scientifica, dopo Marshall McLuhan,

….Derrick de Kerckhove, Nicholas Negroponte e molti altri, per non parlare di certi postumanisti-


Appunto, oltre che una relativa truffa... per certo revisionismo di “sinistra” alla luce del Sole (ma non quello dell'Avvenire, quello ancora di Woodstook già esploso da un pezzo come una supernova...) un Conclave dell'Informazione anziché un Festival della Scienza: oggi la rivoluzione d'ottobre è diventata quasi una New Age....Con la chicca del guru di certa incredibile Neurobologia vegetale!E gli “indigeni” come sempre, naturalmente, abboccano!


*Per la cronaca, Jovanotti, tanto di cappello, per lo spirito critico, oltre ad un live set straordinario, ha detto testualmente: “Con Rosy Bindi, D'Alema, Bersani... e compagnia bella non si va da nessuna parte!”: Tg3 e stampa di sinistra (per modo di dire) ferrarese l'hanno ignobilmente taciuto!

MARCO CREMONINI-NEUCHATEL COMO