CITTA' DI SALEMI Festival d'Israele Una Via x gli studenti di Teheran

 

 FREUD.jpgLa cerimonia di intitolazione

OGGI alle 12,00 in Piazza Alicia

A Salemi una via

agli studenti di Teheran

L’iniziativa, nel segno della pace tra i popoli, nel corso del «Festival della Cultura ebraica e d’Israele»

Sabato la mostra di dipinti e disegni di Modigliani

 

 

SALEMI – Giornata ricca di appuntamenti quella di domani per il «Festival della Cultura ebraica e d’Israele» che s’inaugura stasera alle 21,00 al Centro Kim di via Rocco Chinnici con lo spettacolo teatrale «Yossl Rakover si rivolge a Dio, emozionante monologo scritto Kolitz Zvi e portato in scena da Vittorio Sgarbi.

 

Domani alle 10,00 al castello arabo-normanno la conferenza-dibattito sul tema «Il ruolo di Israele nel mondo» con Ahmad Rafat, Daniele Nahum e Vittorio Sgarbi.

 

Alle 12, 00 in Piazza Alicia la cerimonia di intitolazione della «Via studenti di Teheran», iniziativa voluta da Sgarbi in collaborazione con l’UGEI, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia. L’intitolazione della strada significa non restare indifferenti alla violenta repressione in atto nella capitale iraniana ancora oggi.

 

Sempre domani alle 15,00 al castello arabo-normanno la lezione magistrale tenuta dalla professoressa Luciana Pepi, docente di Storia del pensiero ebraico, presso l’Università degli Studi di Palermo, sul tema «La Cultura ebraica e la presenza degli ebrei in Sicilia».

 

Alle 16,30 al castello arabo-normanno la celebrazione dello «Shabbat» (festa del riposo) secondo la tradizione ebraica.

 

La giornata si chiuderà alle 21,00 al Centro Kim con un convegno sul cinema ebraico a cura di Dan Muggia e la proiezione dei film «And Thou Shalt Love» di Chaim Elbaum e a seguire «Valzer con Bashir» di Ari Folman.

 

Perché un Festival sulla cultura ebraica e d’Israele ?

Per riflettere sulla complessità e sulla ricchezza del mondo ebraico in una dimensione di dialogo culturale, artistico e religioso.

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La città siciliana ha un forte legame storico con gli ebrei. Nel 1492, prima dunque del decreto di espulsione degli Ebrei emanato dal cattolicissimo re di Spagna, a Salemi vi era una comunità numerosa insediatasi nel quartiere della Giudecca ancora oggi riconoscibile.

 

Vittorio Sgarbi, nella Conferenza Stampa di presentazione, ha osservato: «In questa città della Sicilia, ebrei, cristiani e musulmani hanno convissuto senza ghetti.

Questo Festival, come le altre iniziative culturale realizzate in questi mesi, è l’inizio di una palingenesi: far rinascere una città per anni dimenticata e associata alle vicende di mafia. Noi da oltre un anno tentiamo di mettere qualche elettrodo alle mummie per rianimarle. Una prodigiosa quantità di proposte, di iniziative.

Oggi la Sicilia, dal punto di vista culturale, è un cimitero infinito. Culturalmente prevale il prodotto surgelato. Ai giovani non viene dato spazio. L’unica economia che hanno praticato in Sicilia è quella delle pale eoliche.

A Salemi c’è un fuoco, che è un po’ come quello delle puttane per strada, suscita curiosità. E in questi mesi abbiamo acceso tanti fuochi.

Programmi per il futuro ? Ho intenzione di realizzare una moschea, di allestire un Gay Pride e un convegno internazionale di “vu cumprà”»

 

Il Direttore Artistico del Festival Nicolas Ballario: «Questo Festival è nato grazie alle spinte continue di Vittorio Sgarbi. E’ il primo vero Festival della cultura ebraica e d’Israele. Perché anche d’Israele ? Vogliamo avvicinare sempre di più Israele all’Europa per abbattere il suo isolamento verso il resto del mondo.

Teniamo particolarmente alla sezione politica. I diritti umani si garantiscono attraverso la politica»

 

Daniele Nahum: «Oggi Israele è l’unico paese dell’area mediorientale che rispetta i diritti umani. Questo Festival, che dedica una via agli studenti iraniani, fa di Salemi la capitale dei diritti umani nel mondo»

 

Ahmad Rafat: «Ricordare gli studenti iraniani e richiamare l’attenzione del mondo e dei media su quello che accade in Iran è un gesto coraggioso. Questo messaggio che parte dalla prima Capitale d’Italia Unita sarà molto importante per quei ragazzi che, rischiando la vita, lottano per la libertà di espressione.

Nedà ha alzato un cellulare per fare una foto e l’hanno uccisa. Ringrazio Daniele Nahum ma soprattutto Vittorio Sgarbi per questo sostegno che dà al movimento pacifico iraniano»

 

Sempre nell’ambito del festival, alle 18,00 al Museo Civico, Vittorio Sgarbi presenterà la mostra «Amedeo Modigliani. La linea del cuore. Disegni e Dipinti 1910-1917», nove opere poco conosciute al grande pubblico del Maestro Modigliani, il più famoso degli artisti di religione ebraica, realizzate durante il lungo soggiorno francese dell’artista, provenienti da una collezione privata. L'esposizione continuerà fino al 15 febbraio 2010. In concomitanza sarà inaugurata altresì la mostra di Osvaldo Licini «Angeli ribelli e altri» in cui verranno esposti venti disegni di proprietà della Galleria di Arte Contemporanea di Ascoli Piceno.

Le mostre, curate da Vittorio Sgarbi e coordinate da Giada Cantamessa, consentiranno un confronto fra le prove grafiche dei due pittori che strinsero amicizia a Parigi durante il primo conflitto mondiale e che furono accomunati da una reciproca sensibilità pittorica per la linea. Il tutto circondato da importanti oggetti sacri della tradizione ebraica concessi dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina.

 

Finito il Festival, le mostre rimarranno aperte fino a notte, e al castello Svevo si potrà gustare insieme alle tante mostre presenti anche il vino «Vittorio il Novello Garibaldi», vino novello creato in onore del Sindaco e presentato proprio durante la serata. Questo appuntamento sarà occasione per introdurre anche un altro grande vino «Salemi 1860», il vino dell’Unità d’Italia, che sarà disponibile in 1000 bottiglie numerate.

 

Le schede sugli ospiti e sui film

 

Ahamad Rafat, nato a Teheran 54 anni fa, da padre iraniano e madre italiana, dopo il diploma si trasferisce in Italia per continuare gli studi presso la facoltà di Scienze politiche all’Università di Perugia. In seguito si iscrive all’Università di Francoforte al corso di specializzazione di Psicologia dei mezzi di comunicazione di massa. Dal 1977 lavora come giornalista professionista. In questi anni ha collaborato con i maggiori quotidiani e settimanali italiani, europei e nordamericani. Per 21 anni è stato l’inviato di punta del settimanale spagnolo Tiempo. Attualmente lavora come esperto delle vicende iraniane e mediorientali presso l’agenzia Adnkronos International (Aki) di Roma. Membro fondatore dell’associazione Iniziativa per la Libertà d’Espressione in Iran, Ahmad Rafat fa parte anche del comitato esecutivo di Information Safety and Freedom. Traduttore di alcuni libri di Che Guevara in farsi, ha scritto nel 1991 una breve biografia di Saddam Hussein in spagnolo, e nel 1981 ha pubblicato, in diverse lingue, una raccolta delle fatwa emesse dall’Ayatollah Khomeini durante gli anni dell’esilio a Najaf. Ha raccontato la sua esperienza durante la guerra in Bosnia, nella raccolta Carte e Piombo, pubblicata in Italia.

 

Daniele Nahum, 26 anni, Presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia.

Grazie al suo lavoro e a quello dei tanti associati, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia sarà insignita dell’Attestato di Civica Benemerenza dell’Ambrogino d’Oro.

 

Dan Muggia, Direttore Artistico con Ariela Piattelli del Pitigliani Kolno’a Festival di Roma – dedicato al cinema israeliano ed ebraico che si svolge annualmente alla Casa del Cinema. Nato in Israele nel 1954 da genitori di origine italiana, ha ottenuto un Master in cinema nel 1986 alla N.Y.U. e il Diploma alla Mandel School for Educational Leadership nel 2000. Dan Muggia è stato un attore ed oggi è critico cinematografico, insegnante di cinema in Israele al Sapir College e alla Beit Berl Art School, curatore e membro della direzione del Jerusalem Film Festival. Dedica gran parte della sua attività in Israele alla promozione della cultura italiana. Fino al 2004 ha lavorato come Direttore alla Israel Film Service nel Ministero Israeliano della cultura, contribuendo al rinnovamento dell'accordo culturale bilaterale fra i ministeri esteri di Israele e d’Italia. Ha insegnato cinema italiano e pubblicato articoli dedicati ai maggiori registi italiani. In Italia ha collaborato alla Cineteca di Gerusalemme, occupandosi di cinema meridionale. In passato ha curato varie rassegne dedicate al cinema israeliano presentate a Bologna, Milano, Roma, Trieste e Venezia. Come curatore ha partecipato personalmente a questi eventi culturali tenendo lezioni e conferenze in italiano per il pubblico presente. Nel 2003 ha pubblicato il suo primo libro "100 Film Masterpieces" e vari articoli dedicati alla cultura, al cinema e alla politica israeliana su giornali e riviste italiane. Il suo saggio "E la Nave Va! - Appunti per una storia del nuovo cinema israeliano" è considerato pietra miliare della storiografia del cinema israeliano in lingua italiana.

 

«And Thou Shalt Love»

cortometraggio pluripremiato nel 2008 in Israele, racconta la storia di Ohad, ventenne religioso che studia in una scuola per ebrei ortodossi (Yeshivà). Ohad è omosessuale e lotta contro la sua natura, cercando di reprimere in ogni modo i suoi sentimenti per un ragazzo che sta facendo il servizio militare. In un’apparente tranquillità, Ohad apprende che il ragazzo di cui è innamorato sta arrivando: così cerca sostegno telefonando a un call center per religiosi in crisi morale o psicologica. Ma quando il suo Nir torna per una vacanza, ogni sforzo è vanificato e l’amore torna in tutte le sue forme, risvegliando sensazioni che sembravano sopite e catturando di nuovo l’anima del ragazzo. Chi prevarrà in questa lotta contro se stessi? L’amore o la religione e la società?

 

«Valzer con Bashir»

E’ un film d'animazione del 2008 scritto e diretto da Ari Folman. Il film è stato presentato in concorso al 61º Festival di Cannes e ha vinto il Golden Globe 2009 per il miglior film straniero. Nonostante la tecnica d'animazione, il film si colloca nel genere documentaristico. Una sera, al tavolo di un bar, un vecchio amico racconta al regista Ari un incubo ricorrente nel quale lui è inseguito da 26 cani furiosi. Ogni notte, lo stesso numero di cani. I due uomini deducono che ci sia un collegamento con la missione dell'esercito israeliano durante la prima guerra in Libano a cui hanno partecipato nei primi anni '80. Ari è sorpreso da quanto poco ricorda di quel periodo, e decide di esplorare il mistero rintracciando e intervistando vecchi amici. Più affonda nella sua memoria, più sente riaffiorare immagini scomparse.

 Per informazioni: laboratorio@cittadisalemi.it, telefono 0924.991406

  l’Ufficio per la Comunicazione (Nino Ippolito, Daria Di Mauro Nash, stagista)

  Il momento più emozionante nella giornata di chiusura del Festival, durante la quale prenderà vita un evento artistico unico sulla scena internazionale, sarà all’interno....

www.cittadisalemi.it

video http://www.youtube.com/watch?v=5Q3wbO5l8qo