BEPPE GRILLO L'ASINO ROSSO DEL PD di David Palada

DARIO FRANCESCHINI.jpgASINO.jpgBEPPE GRILLO: L’ASINO ROSSO DEL PD

Sto godendo. Beppe Grillo riceve finalmente la tessera del PD. Godo nel vedere la nomenklatura del partito incazzata e spaventata, smarrita poichè i vertici sanno benissimo che molti iscritti appoggeranno la sua candidatura per la segreteria. Sanno anche che negli ultimi mesi i vari D’Alema, Bersani, Veltroni, Finocchiaro hanno lasciato solo Franceshini durante la campagna elettorale delle europee, sperando nel crollo dell’ex democristiano che, purtroppo per loro, ha tenuto. Bersani si sentiva già il leader indiscusso del partito. Ma cosa ha fatto in questo ultimo mese il futuro virtual-leader? Nulla. E’ passata la legge sulla sicurezza, che sembra scritta da Goebbels, non una manifestazione è stata organizzata dal PD, nè una protesta, niente insomma. Quale unico problema del PD per le sorti dell’Italia? Il tesseramento del comico.
Bersani fa il gioco di Berlusconi: i giornali sono occupati più della tessera di Grillo che delle norme nazi-leghiste passate in parlamento. Se fossi stato Bersani mi sarei legato al portone del palazzo del Quirinale per protesta e avrei urlato a Napolitano di far finta di essersi fratturato una mano pur di non firmare quella legge indecente. No, Bersani va a Repubblica TV e ancora una volta parla del genovese che non può essere iscritto al partito, impaurito dal tribuno Grillo che dice esattamente le cose che tutti gli elettori del centro sinistra pensano da anni.
I vertici del PD non comunicano più. Grillo sì. Poche idee ma precise, coerenti, efficaci e pienamente condivisibili da Di Pietro fino a Niki Vendola.
Berlusconi ha completamente rivoluzionato la comunicazione politica ottenendo grandi successi. Ma questo è accaduto 15 anni fa. Oggi invece il vero unico nuovo comunicatore rivoluzionario è Beppe Grillo che pur non possedendo nè televisioni nè giornali ha creato un movimento trasversale imponente e ben organizzato. Se c’è una cosa che fa incazzare Berlusconi è la presenza di un uomo più giovane, con veri capelli e molto più simpatico e comunicatore di lui. Immagino il premier che ancora si chiede come mai sia possibile che un cazzo di comico riesca ad avere così tanto successo senza essere onnipresente sui media tradizionali. La verità è che Berlusconi non ci capisce una mazza del web, della rete, di Internet. Allora, per rimediare, ci pensa un qualche onorevolino (D’Alia) che prova a zittire la vera informazione che arriva dritta dritta nei nostri computer.
E Bersani e compagni non sono da meno. Hanno perso il contatto con la realtà, anche con quella “virtuale”. Il PD ha il dovere, se vuole fare una grande opposizione, di incanalare il dissenso con semplicità e chiarezza. Per far ciò occorre una persona (o gruppo di persone) che conosca le varie sfaccettature della realtà e della rete, quest’ultima unico mezzo di vera democrazia diretta, partecipata e senza filtri: una politica fatta dai cittadini con consapevolezza e passione (vedi Obama che ha puntato sulla rete come mezzo privilegiato per la comunicazione con i cittadini). Bersani non riesce neanche ad accendere la lavatrice figuriamoci utilizzare un browser! Chiedo ai dirigenti del partito di accettare la candidatura di Grillo: forse è il momento di guardare la crisi in faccia e di capire cosa vogliono i cittadini del centro sinistra in questa Italia distrutta da mafia e mediocrità.
 
 
David Palada

 
www.beppegrillo.it