Matteo Renzi diversamente futurista?

THE FRONT PAGE

 E se Renzi si rivelasse un futurista? di Francesco Curridori     http://www.thefrontpage.it/2014/06/28/e-se-renzi-si-rivelasse-un-futurista/                          
28 giugno 2014 “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo sia arricchita di una bellezza nuova, la bellezza della velocità. Non v’è bellezza se non nella lotta”. “I più anziani tra noi hanno trent’anni. Ci rimane dunque almeno un decennio per compiere l’opera nostra. Quando avremmo quarant’anni altri uomini più giovani e più validi di noi ci gettino pure nel cestino come manoscritti inutili. Noi lo desideriamo!”. (passi tratti dal Manifesto futurista di Filippo Tommaso Marinetti) Quando si parla di Matteo Renzi di solito ci si divide tra chi pensa che sia un socialista puro e un liberal-riformista. Rileggendo Marinetti, invece, la domanda che sorge quasi spontanea è: il nostro dirompente presidente del Consiglio è più un rottamatore del 2000 o un futurista mancato dei primi del ’900? Il suo giovanilismo e la sua velocità lo pongono come principale ispiratore di un neo-futurismo dei nostri giorni. Il suo scadenzare il programma del governo con una sequela di date sempre più numerosa e variopinta, declamata per non dare il tempo ai suoi avversari di raggiungerlo e superarlo, ricorda la velocità futurista, “il movimento aggressivo” che i marinettiani volevano adottare per affrontare le sfide di un domani alquanto avventuroso. Il giovanilismo impetuoso di stampo renziano, spesso, si scaglia contro la dura realtà dell’inesperienza che rallenta la tanto decantata velocità. “Approveremo la legge elettorale e la prima lettura della riforma del Senato prima del voto europeo”, dichiarava il premier con fare imperioso e invece…E invece il renzismo, anche per colpa della sua frenetica velocità, nonostante l’ottimo risultato alle Europee, rischia di correre così velocemente da esaurire molto presto la sua spinta propulsiva e di veder deragliare il treno delle riforme. Il giovanilismo, infatti, è sempre accompagnato da una qual certa dose di inesperienza e, come ha dimostrato anche il recente Mondiale della Nazionale italiana guidata dal renzissimo Prandelli, può portare a sconfitte inaspettate. Come niente, caro Matteo, ti puoi trovare davanti a una rivolta dei senatori molto simile a quella dei vari De Rossi e Buffon che magari in Parlamento prendono le sembianze di Vannino Chiti e Corradino Mineo, frenano la tua corsa e il “giovanilismo” del ministro Maria Elena Boschi e al primo errore, magari, ne approfittano per chiedere le tue dimissioni. Oppure riemerge dal nulla un certo Pier Luigi Bersani che alla “giovane” Mogherini ripropone l’esperienza del tuo antico rivale, Enrico Letta. Sempre come dimostra la disavventura azzurra ai Mondiali brasiliani, non è sufficiente affidarsi ai giovani come Darmian o Verratti se poi mancano di esperienza internazionale. Stia attento il presidente del Consiglio a che la sua rottamazione, che i futuristi avrebbero chiamato “lotta al passatismo”, non si trasformi in una moda passeggera, una parentesi della storia italiana ben più breve del movemento marinettiano. Francesco Curridori -