Achille Carpanelli: La Timidezza (da Guerra e Pace...)

LA TIMIDEZZA

Nel corso della mia esistenza il lieve rossore della timidezza ha avuto un peso specifico importante. Ero un timido incallito e non riuscivo a guarire. L’attività che avevo intrapreso non avrebbe portato alcun successo a chi era timido. I sindacalisti che frequentavo erano di una loquacità da far paura. Capii che per fare questa attività bisognava lasciare la parola alla controparte. Ne conobbi che non avevano timore neanche di Caron dimonio! Io ero un debole. Consigliato, mi preparavo per vari incontri. Pagine e pagine di scritti che avrei dovuto dire. Quando, però, mi trovavo davanti a un microfono e ad altre persone, cominciavo a fare confusione e ne uscivo con una battuta. Avrei dovuto parlare, parlare per farmi dare un po’ di ragione. E fu per questo che la timidezza mi fece capire quale era il mio compito nella mia vita e nella vita sindacale. Dovevo rimanere fuori dalle dispute e lasciare il microfono e lo scettro ad altri, anche se raccontavano cose non vere.

 
*da Guerra e Pace. Diario di una vita di Achille Carpanelli (La Carmelina, 2010)
 
(*segnalato da F. Bassini)

*presentazione oggi alla Sala dell'Arengo-Municipio di Ferrara

ore 17 con Fausto Bassini tra i relatori