Marinetti 70° e De Sade 200° per la Kultur forever scorretta

Accadde oggi – 2 dicembre. Ricorre oggi l'anniversario di morte degli scrittori Marchese De Sade e Filippo Tommaso Marinetti

Accadde oggi – 2 dicembre. Ricorre oggi l'anniversario di morte degli scrittori Marchese De Sade e Filippo Tommaso Marinetti 2 dicembre, morti il 2 dicembre, Marchese de Sade, Filippo Tommaso Marinetti, anniversari, libri, lettura libreriamo.it

Si ricorda oggi lo scrittore francese conosciuto con il nome di Marchese De Sade e il grande poeta e scrittore Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo

MILANO – Il 2 dicembre ricorrono gli anniversari di morte di due grandi personaggi; nel 1814 moriva il Marchese De Sade all'età di 74 anni dopo una vita dedita alla lussuria e alla dissennatezza, nel 1944 moriva invece Filippo Tommaso Marinetti che cambiò le sorti della letteretura europea.
MARCHESE DE SADE – Nasce il 2 giugno 1740 a Parigi, Donatien Alphonse François De Sade, detto Il Marchese De Sade. Di famiglia aristocratica, viene iscritto a quattordici anni in una scuola militare riservata ai figli della più antica nobiltà. Nominato sottotenente a soli quindici anni, partecipa alla guerra dei Sette anni contro la Prussia, distinguendosi per il coraggio, ma anche per un certo gusto per l'eccesso. Nel 1763 viene congedato col grado di capitano e inizia a condurre una vita all'insegna della dissolutezza e del divertimento più sfrenato, frequentando attrici di teatro e giovani cortigiane.
Il 17 maggio dello stesso anno viene costretto dal padre a sposare Renee Pelagie de Montreuil, una ragazza appartenente a una famiglia molto ricca. Nonostante il matrimonio De Sade non abbandona le vecchie abitudini e pochi mesi dopo le nozze viene addirittura imprigionato per quindici giorni nelle carceri di Vincennes a causa del comportamento oltraggioso tenuto in un bordello. Sarà questo il primo di una lunga serie di soggiorni in prigione.
LE PRIGIONI E LE OPERE - Nel 1772, anno in cui viene rappresentata per la prima volta una sua opera teatrale, viene accusato di avvelenamento perché durante un'orgia aveva dato alle donne dolci adulterati con delle droghe. Riesce a scappare in Italia. Condannato a morte in contumacia, viene arrestato dalle milizie del re di Sardegna e rinchiuso nel carcere di Milano. Ne evade dopo cinque mesi. Poi, dopo cinque anni di orge, viaggi e scandali, nel 1777 viene arrestato a Parigi. Nella prigione di Vincennes inizia a scrivere opere teatrali e romanzi. Viene trasferito alla Bastiglia dove redige Le 120 giornate di Sodoma e Le sfortune della virtù. Nel luglio 1789, dieci giorni prima della presa della Bastiglia, viene trasferito in un manicomio. È costretto ad abbandonare la sua biblioteca di 600 volumi e tutti i manoscritti.
Nel 1790, come avviene per la maggior parte di coloro che furono imprigionati sotto l'Ancien Régime, gli viene ridata la libertà. Torna a vivere con la moglie, ma questa, stanca delle sue violenze, lo abbandona. I figli, nati nel '67, nel '69 e nel '71, emigrano. Si lega allora con Marie Constance Quesnet, una giovane attrice che gli rimarrà accanto fino alla fine.
Nel 1793 viene nuovamente arrestato e condannato a morte ma per un errore amministrativo viene dimenticato nella sua cella. Riesce a evitare la ghigliottina e sarà liberato nell'ottobre 1794.
Nel 1795 vengono pubblicati La filosofia nel boudoir, La nuova Justine e Juliette. Viene accusato dalla stampa di essere l'autore dell'"infame romanzo" Justine e, senza alcun processo, ma soltanto con una decisione amministrativa, nel 1801 viene internato nel manicomio di Charenton. A nulla varranno le sue proteste e le sue suppliche e, giudicato pazzo, ma perfettamente lucido, qui trascorrerà gli ultimi 13 anni della sua vita. Muore il 2 dicembre 1814, all'età di 74 anni. Trenta dei quali trascorsi in prigione. Le sue opere saranno riabilitate solo nel ventesimo secolo.
FILIPPO TOMMASO MARINETTI – Nasce ad Alessandria d'Egitto il 22 dicembre 1876, secondogenito dell'avvocato civilista Enrico Marinetti e di Amalia Grolli. Alcuni anni dopo, la famiglia torna in Italia e si stabilisce a Milano. Fin da giovanissimi i fratelli Marinetti manifestano uno smisurato amore per le lettere, ed un temperamento esuberante.
Nel 1894 Marinetti consegue il diploma a Parigi e si iscrive alla facoltà di Legge di Pavia. Trasferitosi all'ateneo di Genova un anno prima della laurea, che conseguirà nel 1899, collabora all'Anthologie revue de France et d'Italie, e vince il concorso parigino dei Samedis populaires con il poemetto La vieux marins. Nel 1902 viene pubblicato il suo primo libro in versi La conquete des étoiles nel quale già si scorgono i primi versi sciolti e quelle figure che caratterizzeranno la letteratura futurista.
Nel 1905 fonda la rivista Poesia, tramite la quale inizia la sua battaglia per l'affermazione del verso libero. Il 20 febbraio del 1909 pubblica su Le Figaro il manifesto del Futurismo, fondato su undici punti che conglobano tutte le arti, il costume e la politica, facendo del Futurismo l'unica avanguardia poliedrica. Il Futurismo dichiara Marinetti: "E' un movimento anticulturale, antifilosofico, di idee, di intuiti, di istinti, di schiaffi, pugni purificatori e velocizzatori. I futuristi combattono la prudenza diplomatica, il tradizionalismo, il neutralismo, i musei, il culto del libro." La rivista Poesia viene soppressa pochi mesi dopo perché considerata sorpassata dallo stesso Marinetti, il quale conclude la sua pubblicazione facendo apparire sull'ultimo numero il poema futurista Uccidiamo il chiaro di luna, atto d'accusa all'arcaico sentimentalismo dominante nella poesia italiana, e vero e proprio inno alla follia creativa.
LA GUERRA, IL VOLONTARIATO E I VERSI - Nel 1911 allo scoppio del conflitto in Libia, Marinetti, vi si reca come corrispondente per il giornale parigino L'intransigeant, e sui campi di battaglia trova l'ispirazione che consacrerà definitivamente le parole in libertà.
Alla fine della prima guerra mondiale Marinetti stipula un programma politico futurista, i suoi intenti rivoluzionari portano alla formazione dei fasci futuristi e alla fondazione del giornale Roma futurista. Nello stesso anno avviene l'incontro con la poetessa e pittrice Benedetta Cappa che nel 1923 diventerà sua moglie, e da cui avrà tre figlie.
Nel 1929 viene insignito della carica di letterato d'Italia. Seguono la pubblicazione di poemi ed aeropoemi. Nel 1935 si reca volontario in Africa orientale; di ritorno nel 1936 comincia una lunga serie di studi e sperimentazioni sulle parole in libertà. A luglio del 1942 riparte per il fronte, stavolta nella campagna di Russia. Il suo stato di salute all'arrivo del rigido autunno si aggrava ulteriormente e viene rimpatriato. Muore il 2 dicembre 1944 a Bellagio sul Lago di Como, mentre dimorava in un albergo in attesa di ricovero in una clinica svizzera; quella stessa mattina all'alba aveva composto i suoi ultimi versi.
Di lui ha detto il poeta Ezra Pound: "Marinetti e il Futurismo hanno dato un grande impulso a tutta la letteratura europea. Il movimento al quale Joyce, Eliot, io stesso e altri abbiamo dato origine a Londra non sarebbe esistito senza il Futurismo".


2 dicembre 2014