Legge anticasta dei magistrati e dei giornalisti....

silvio-berlusconi-legge-lunita.jpg....Solo 25 i no contrari all’approvazione, con voto di fiducia, del ddl intercettazioni in Senato. Il governo incassa 164 voti favorevoli per una legge che limita l’uso delle intercettazioni telefoniche nelle indagini e proibisce la loro pubblicazione. Ora il ddl passerà alla Camera per l’approvazione.

A Roma. Insorgono immediate le proteste dell’opposizione: l’Italia dei Valori prima occupa l’Aula di Palazzo Madama, poi esprime voto contrario. L’intero gruppo Pd abbandona l’aula per unirsi ai cittadini che manifestavano per strada:“Il ddl intercettazioni è un attacco gravissimo alla libertà di informazione” dice la senatrice ferrarese Maria Teresa Bertuzzi, che lo definisce “uno strumento che aumenta la discrezionalità dei gruppi editoriali più forti nella pubblicazione dei fatti, favorisce i criminali impedendo la regolare attività investigativa, impoverisce drammaticamente il diritto dei cittadini ad essere informati......

CONT. http://www.estense.com/in-piazza-contro-la-legge-bavaglio-060694.html

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Primo. Non è vero che la magistratura non può più intercettare chi cre­de, gli è solo imposto di essere più responsabile nell'impiegare uno stru­mento investigativo co­stoso, il cui utilizzo era fuori controllo e spesso strumentale, una scorcia­toia investigativa che ha mietuto anche tante vitti­me innocenti.

Secondo. Non è vero che i giornali non potran­no più dare notizie. Que­sta è una menzogna pro­pagandistica. I giornali­sti potranno raccontare tutti i fatti di cui sono a co­noscenza. La differenza è che non si potranno pubblicare nella versio­ne integrale atti giudizia­ri, intercettazioni com­prese, prima che un giu­dice abbia deciso che la persona sotto indagine sia un presunto colpevo­le.

Terzo. La sinistra e Di Pietro sostengono che questa legge è un attenta­to alla democrazia. Pec­cato che una legge simi­le, anzi più restrittiva, venne approvata dalla Camera nel 2007 duran­te il governo Prodi. I sì fu­rono 447, nessun no, no­ve astenuti. Quella legge fu sostenuta da tutti i gruppi parlamentari, nes­suno occupò l'aula, nes­sun giornalista, a parte Vittorio Feltri, prese posi­zione contro in modo net­to, nessuno sciopero fu proclamato. Pino Pisic­chio, allora braccio de­stro di Di Pietro nell'Idv, dichiarò: «Da oggi i citta­dini sono più tutelati, il provvedimento è equili­brato e dice basta allo spreco di ingenti somme di denaro». La legge si are­nò poi al Senato, ma lo scorso anno venne ripro­posta alla Camera, pri­mo firmatario Walter Vel­troni, se non sbaglio area Pd.

Quarto. I politici di sini­stra si fanno paladini dei giornali, che in caso di violazioni saranno co­stretti a pagare multe fi­no a 400mila euro. Giu­sto, ringraziamo. Pecca­to che quei politici, Di Pie­tro in testa, sono gli stessi che quotidianamente in­timidiscono i giornalisti e gli editori presentando querele e richieste di dan­ni per centinaia di miglia­ia di euro quando si parla di loro in modo non gradi­to. Il ricatto economico non l'ha inventato Berlu­sconi, si è limitato a co­pia­rlo da D'Alema che zit­tì La Repubblica e Foratti­ni con una querela nella quale chiedeva, da presi­dente del consiglio, tre miliardi di lire come risar­cimento. E parliamo di una semplice vignetta, non di una intercettazio­ne....

CONT: http://www.ilgiornale.it/interni/le_cose_non_dette_intercettazioni/11-06-2010/articolo-id=452366-page=0-comments=1