WILL COYONE di Paolo Giardini

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ICE FREE CLIMBING

Bisogna ammettere che con il consigliere comunale Portaluppi, personaggio notevole, il PD può essere invidiato dagli alleati. Sospetto che IDV farebbe carte false per averne solo la controfigura. I lettori di giornali on line non si fanno sfuggire le novità portaluppiane nell’incessante tentativo, alla Will Coyote, di opporsi all’Opposizione, segnatamente a quella di Progetto per Ferrara. Un’attività equivalente all’arrampicare a mani nude sul Grand Canyon in versione ghiacciata. Purtroppo il Portaluppi come Will è inadatto in quanto di costituzione piddì e non beep beep. Non potrebbe, ad esempio, trarre alcun giovamento dividendo il numero immaginario (*)14.500.000 (il valore in euro accolto dal sindaco per la svendita della rete del gas) per 100.000 (il numero ipotizzabile di contatori-utenti del gas a Ferrara). Se lo facesse, il risultato (145 euro) non gli direbbe nulla di più di 145 euro. Invece, a chi fa Opposizione Reale quella cifra indica il 60% del valore presunto di ogni punto gas distribuito, che non basta neppure all’acquisto del 60% del suo contatore del gas, figuriamoci la rimanente quota del 60% di rete! E’ la sua kultura sulle Cose Reali che lo spinge ad indignarsi per le critiche di Tavolazzi alla stima gradita da Hera di 14,5 milioni di euro. Indignazioni comunque sempre comiche e imperdibili. Accusa Tavolazzi perfino di ritenersi il migliore in Consiglio Comunale! Fuochino, Will: oltre ad essere primi per meriti propri si può primeggiare anche per gravi demeriti altrui.

L’ultima performance del Portaluppi riguarda la campagna di PpF volta ad ottenere in Consiglio la libera autorizzazione delle riprese video, perché gli risulta che solo il figlio di Tavolazzi si sia presentato con la videocamera una volta concessa tale libertà! Quindi, furbescamente arguisce: “visto che concedere riprese video al pubblico presente in aula consiliare non aggiungeva granché alle registrazioni audio integrali di tutte le sedute” (non gli sfugge nulla: in effetti, si aggiungono solo immagini in movimento, potremmo risparmiare sul Musa sostituendo le telecamere coi microfoni), “così ora tutti possono apprezzare come il vero scopo fosse soltanto ottenere riprese video da usare a scopi propagandistici”. Che vergogna! Non la propaganda (che quella è ammessa), che non ci sia stato un tripudio di videocamere stimolato dalla libertà di ripresa!

La saliva del cane di Pavlov dimostra scientificamente che se mancano le videocamere Portaluppi ha ragione. Non spiega però la notorietà della videocamera del figlio di Tavolazzi. Viene taciuto, infatti, che per videoriprendere bisogna assoggettarsi ad una formalità, registrandosi all’inizio seduta e firmando apposito modulo da consegnare al presidente, il quale poi annuncerà stentoreo all’assemblea il nome dell’aspirante cameraman. A me è preclusa questa operazione, perché certa modulistica della mutua stimola il mio spirito libertario a firmare con nomi a caso. Se dovessi firmarlo adesso, per esempio, scriverei d’impulso Pietro il Venerabile – Abate di Cluny, che mi sembra il più adatto alla dizione di Colaiacovo e alla presenza dell’epigono di Will Coyote.

Paolo Giardini


(*) Immaginario perché avrebbe senso se introdotto in un numero complesso tipo (290+14,5 i).

Per dare significato alle bufale di Tagliani bisogna moltiplicarle per “i” (radice quadrata di -1).

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VIDEO http://www.youtube.com/watch?v=QStwt4u9hqc