Andrea Leonessa "Cristalli Senzienti"

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*cover dell'autore/mix


 


ANDREA LEONESSA


 


CRISTALLI SENZIENTI


 


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futurist editions on line 2012 (LLF AIT)


 


 


 


Andrea Leonessa nasce il 5 luglio 1989 a Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove tutt'ora risiede. Gestisce il blog www.andrealeonessa.wordpress.com, nato nel 2010, dove sono presenti le sue ultime opere poetiche. Nel 2011, attraverso la rete, entra in contatto con i Net-futuristi e con Roberto Guerra, nonché con alcuni esponenti del Connettivismo. Le sue opere poetiche sono il risultato di una miscela di lirismo teatrale (con grande riguardo per la ricercatezza linguistica) e situazioni paradossali, surreali, molto spesso veicolate da espressioni caratteristiche dell'informatica e dei videogiochi. La formazione letteraria di Andrea Leonessa non è correlata ad uno studio accademico: nelle sue opere è facile scovare riferimenti all'elettrotecnica, essendo questa la materia oggetto del suo diploma


 


 


*Nota di RobyGuerra


*Coordinatore LLF (Laboratorio Lettteratura Futurista x AIT Milano-www.transumanisti.it


 


 



Nuova poesia metapolitica e postfuturistica? Il giovane Andrea Leonessa, dalla netpenna molto concreta e rapida, testimonia già (scacco matto piccolo ma prezioso a certa ben nota gerentocrazia di certa casta letteraria nazionale-anche di para-avanguardia).


E la penna è già un inchiostro virtuale doc e it e eu... La figura sfondo è la parola nella sua mutazione sociale e letteraria alla luce della rivoluzione digitale.

Tutta una danza dei simulacri elettronici, alla luce anche crediamo degli input virtuali e informatici di un certo straordinario Baudrillard, movimenti orizzontali/verticali.


Fiorisce una Parola colma di volontà di bellezza e seduzione, deliziosamente iconoclastica, simultaneamente riformattata con scansioni neoepiche, drammaturgiche quasi: non a caso l’incipit dedicato a un certo Verlaine.


Un videogame poetry, quasi anche nuova poesia visiva/totale, sulla scia degli stessi Spatola o Pignotti o anche Franco Vaccari:
giocattolo eversivo verso scenari umani, postumani e socio cibernetici, verso nuove aurore degne dell’umanità.







INTERNATO NEL SÈ BINARIO”





LA VIOLENTA PLANIMETRIA DEL CRISTALLO





Verso vertice di carcasse eterne


Mattatoio espande, mortale


Per sezionare biondi pinnacoli


Vivi; morte sole


D’arredo le cose


Soggiornando nel cosmo,


Commensali! Sussisterete?


Nella sacrestia delle cose


Nastro registrò la gravità:


Collasseremo deportando


Carne saturnina


Nella macelleria del centro cosmico.








SISTEMA BINARIO ALLO STATO SOLIDO





Le bave del sole


Frangiano le soglie


Delle carceri epidermiche;


Prosciolto dalla materia


L’acciaio esercita nel sé binario


P/pr/ro/ol/lu/un/ng/ga/at/to/o


Architettura di carne inossidabile.


Detenzione funebre/terrestre


Vita/vita, Flesh Slash


Ferrovie dello stato solido.





FLESH ROM





Una secrezione di scariche amniotiche dal turibolo elettrico accompagnò la nascita del vertice embrionale, Cilindro dalla Cartridge input fu così partorito. Il padrone del sistema, benevolente, emise il verso SEEEEGA esaltando l’arcadia nella geometria socchiusa. Un solido cilindrico per piegare il verbo, che amplificava il suo volume per generare spazio adibito ad ospitare la semantica terrestre. Quando la sua pubertà si estinse, enorme giaceva sul parquet e si scuoteva talvolta, per comunicare, e ruotavano gli assi e le curve si facevano strette tornanti poi alla forma tacendo. Cilindro narrava di deserti oltre lo spazio che annidano le proprie polveri nel baricentro per urlare l’ipotermia che nella notte li soggioga, e tornano speranzosi sebbene coscienti della misera dicotomia che vincola il sole alla loro serenità. In seguito alle carezze vespertine, cilindro emetteva versi ad otto bit assimilando la carne in un fruscio di vene definite nel dominio dell’ultimo livello dell’esistenza. Erano le svastiche, disse, a pressare la carne e falci ad estirparla dalle vigne abbandonando crani dell’uva sulle sponde dei torrenti scheletrici anch’essi.





ORANTE MISERO ORACOLO





<C’è speranza nell’universo?> <Dubito delle feci; il sudore del suffragio, se evoco la merda, edifica case con finestre adeguate alla miseria, con la proporzione del filare sintetico del sorbetto, della dentatura distante: se evoco merda sono coscienza orientata alla televisione di frontiera regionale se non evoco non so, sera con cesto di vapore e sbuffo luce che esiste e non gentile quanto pare. Cucire toppe di carta per tarpare la pelle porosa, sorridere. Fabiana sono, per determinare la circonferenza cosce del martirio manca il sacrificio: da un esile vestito in offerta furono estratte margherite calde calde, Aprile gola del dente floreale. Dentro il dente; il labbro terrestre entro il mese secerne la simpatia del nostro mondo, cacceremo le lucciole con l’isteria del lampo; la tromba abbagliata, un silenzio seviziato dal grave d’acqua: anche l’estate fece di sé un grave e tridimensionale collassò sul corredo di grano. Il sonno nel sole rigido ci condusse alle saldature del nostro cosmo, le vie digitali della nostra tensione. Quasi alimentata, quasi viva: defecante, eppure umana. Amore, così nuda penseranno di me che ancora la pelle riserbo per l’esistenza>. Il responso recise la gola per farcirla di allegri confetti, il satellite fu l’avvisaglia dell’orizzonte imminente: gli eventi tacquero; feci ritorno a casa.












ANNI DI CARNE AL SILICIO”





LOGICA LADDER


[Gabriele meditò sulla morte dell'anarchico Pinelli]





Scale della questura.


Fanfara fono magnetizzante,


Il suono rasenta la notte


Sciogliendone il nodo


Ed essa, conforme al letto, sfo-


Cia approssimata per decesso


Nel silenzio capacitivo Contemporaneamente


S’estende frattempo; sola morte


Bidimensionale: Giuseppe Pinelli


Console del dubbI/O sotteso.


Hp/Hypothesis di integrazione


Ad Over, Health Points zero.





ELETTRORFISMO


[La Madonna, in seguito alla purga, recitò la Canzone d'autunno elettrificata esprimendo così la sua devozione verso Gabriele]


I lunghi singhiozzi
dei violini d’autunno
mi feriscono il cuore
con languore
monotono




  • Paul Verlaine




  •  







Brace digitale, carne oltretutto





Nell’unità poligonale del fumo:


Temo il tuo pene, sono tecnofobica.


Iconografico San Lazzaro, affetto


Dalle interfacce aggiornate


Nel sole ottobrino, retratte


Nella luna del cranio.


Rapporto umano di trasformazione


E1 / E2 = N1 / N2 = Carne


Involta nelle spire orfiche.





CARNE PETROLIFERA*





Petrolio, il pasto greggio


Sfocia nelle fucine


Socchiuse dal capriccio


E tutto si fa cenno


Di passeggiata nautica,


L’oceano catodico soffonde


L'attrito d’inerzia mediterranea


E si piange, senza retorica.


Cuoce il cacao


Rappreso sulla forca educata


Svigorendo questa carne battuta,


Quest’alga che propaga le arterie


Recitando la superstizione,


Vigorosa fra le sfere,


Per la quale è grezza la carne


Accatastata sulla terra


E guasta neve ne discende


Sul nastro, un corteo di tricicli


Si esaudisce con tale miscela:


Carne petrolifera e brina.








*CARNE PETROLIFERA È STATA PUBBLICATA SUL BLOG (andrealeoness.wodpress.com) COME POESIE AUTONOMA, PRIMA POESIA NELLA QUALE NOMINO LA CARNE GREZZA.





CRISTALLI SENZIENTI




3D PROFUNDIS





Lo scrigno rupestre si dilata


Nell’atavismo stereoscopico;


La figlia gestiva un cubo


Non io, non il babbo sapeva.


(Vuoi eseguire il cubo?


Y for Yes, N for no)


Y Nella retta del pian/t0


Risorge il corallo


Otturando le bocche ascisse;


Enfatico zero, dal disturbo


Equalizzato al decesso.


N Così la rom satura il core


Duale, pulsante d’amore


Rilasciato all’avviare di rose;


Così conversa al Call Center


Per alleviare ad otto mega


La solitudine ottica, eguale


Nel cartiglio di panche lignee


Emittente di cigno involatile.


Un flesh espulso, scarnificato


Il miraggio nel cratere del grano,


Notre Dame de Pain, il tuo petto


Consacrato s’accinse al frumento.


Gengiva, ceppo di carne


Da ardere; aleggia nel cavo orale


Tramonto aerostatico, nel regno


Invertebrato albeggia la tripla:


Una spina, presa a reliquia


Dell’ancestrale stereoscopia.









SIMULACRO: SIMULAZIONE ULTRATERRENA





[I carabinieri rintracciarono la posizione degli esuli. Sebbene la struttura dell'E-den fosse ancora rudimentale, Gabriele, a causa dello scarso tempo a disposizione, terminò la programmazione]


Madonna: La carne è bassa,


Gabriele, è novembre…


Dio: Gesù cristo, sei un figlio di troia!


Le stringhe s’ammassarono


Nella virtualità eterea, angeli


Si compenetravano; la luce


Una miseria radiante a 32 bit.


Un ultimo bacio dalle collisioni imprecise


Infine eternati dall’atarassia elettrica.






*Copyright ANDREA LEONESSA








Note sitografiche


http://www.paginegialle.it/pgol/4-MACELLERIE/3-COSMO?ind=DIO


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