Alla scuola di Marx di Paolo Giardini

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Alla scuola di Marx

 

L’ospedale di Cona, in quanto estrinsecazione politica del patrimonio di conoscenze locali, sboccia da una lunga e meditata gestazione. Si presume che la ricchezza dei suoi contenuti, palesi ed intrinseci, sarà polo d’attrazione nel mondo della cultura, come lasciano presagire le tante visite del Gabibbo e dei maggiorenti del PD.

L’ultima novità viene dalla consigliera comunale PD dottoressa Ricciardelli, che per fortunata coincidenza è capo del servizio di emergenza sanitaria, la quale, stigmatizzando le generiche critiche all’opera (che non tengono conto che è espressione della moderna ferraresità), spiega che anche sul versante dell’accesso al Pronto Soccorso tutto procede bene nella “riorganizzazione dell’offerta sanitaria che deve tener conto dei bisogni dei cittadini ma in una logica di salvaguardia dei principi di equità di accesso per tutti i ferraresi.”.

E’ stata chiarissima, didattica e stimolante considerazioni profonde. Emerge ancora una volta la perenne questione del “libero arbitrio” (quel concetto filosofico e teologico secondo il quale ognuno è libero di fare ciò che gli pare).

La preclara professionista ci fa intuire che per “l’equità d’accesso” all’ospedale è irrilevante che l’ospedale sia ubicato in un punto baricentrico. Ma non basta: nel disgraziato caso che l’ospedale sia tuttaltro che baricentrico, cioè esterno e lontano dalla città, è pure ininfluente che manchi una via di scorrimento veloce, raccordante ad anello tutte le uscite dalla città per convogliarle all’ospedale lontano (questo tipo di meraviglia si trova solo nelle moderne città occidentali, dove la chiamano “circonvallazione”).

E nell’ancor più disgraziato caso di un ospedale lontano dalla città e ancor più lontano da una circonvallazione che mancherà per decenni (pare che sia il nostro caso), è più che mai ininfluente che ogni “punto ambulanze” previsto dal piano di Emergenza Territoriale sia dotato anche di elicottero per scavalcare eventuali ingorghi, gelate da gelicidio, allagamenti, voragini sulle strade.

Concludendo ciò che la dottoressa Ricciardelli ci fa aristotelicamente capire per via di esclusioni successive (metodo deduttivo): se ai ferraresi preme d’arrivare in fretta all’Ospedale di Cona, che vadano ad abitare a Cona. Ma se interessa semplicemente andare d’urgenza al Pronto Soccorso, è più comodo recarsi a quello di S. Maria Maddalena.

Avessero avuto un ospedale di Cona a disposizione, Groucho Marx, i suoi fratelli e la Paramount avrebbero vissuto di rendita per anni.

Paolo Giardini

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