FUTURISMO LIVE ROSSO TREVI SHOW

futurclip2008_0002.jpgLA BEFFA DI GRAZIANO CECCHINI ROSSO TREVI
 

Venerdì sera 20 febbraio 2009, presso la sala estense di Ferrara, si è tenuta la festa di compleanno del centenario del futurismo, perché come ha detto Graziano Cecchini, le ricorrenze sono per i morti, e il futurismo, invece, è più vivo che mai, in continua evoluzione, espansione e divulgazione.

Alla sala, sono arrivate un buon numero di persone,  per una città addormentata come Ferrara sembra quasi, (anzi lo è) un  grande successo.

E il centenario di Ferrara è stato segnalato persino evidenziato su RaiDue Palco e Retropalco speciale il Futuro del Futurismo alla vigilia lo scorso 19 2! (Oltre ieri a Telestense, Estense Com e la Nuova Ferrara, tutta la rete futurista su Internet, i siti connettivisti, transumansiti e siti prestigiosi Teatro Org, ExitBar, ad esempio, tra tantissimi. 

Nelle città di Roma, Milano, e Torino si sono tenute manifestazioni, giochi di luce, laser, pirotecnie, concerti, mostre e altro ancora, ma persone come Graziano Cecchini, in prima linea a dimostrare che il futurismo ha ancora qualcosa da dire, ha snobbato, tutte queste manifestazioni, che suonavano come la festa della befana, ricorrenze appunto che solo 24 ore dopo, non meritavano neppure di essere menzionate sui quotidiani, ed è venuto a Ferrara. Nella città più addormentata d’Italia, ma che da anni si cerca di smuovere.
 

Nessuno ci credeva che sarebbe venuto, e invece è stato qui, accompagnato da persone come: Alessio Brugnoli, Riccardo Campa, Stefano Vaj, Paolo Ruffilli, Baldo Saponari, Lamberto Donegà, Maurizio Ganzaroli, Giulia Fontanini, e Filippo Landini, invitati da Roby Guerra, che da anni cerca di risvegliare la bestia morente. Forse una nuvole di polvere di secoli, si è smossa, forse no, solo il tempo lo dirà, ma non per questo bisogna smettere di provarci. Graziano Cecchini continua a beffare e a fersi le beffe di tutti quelle belle addormentate che si credono istituzioni, di tutti quei morti viventi che fingono di avere ancora aliti vitali dentro le loro povere stanche ossa in questa Italia, che sempre di più diventa un paese di vecchi mentali, e arretratezze spirituali che inaridiscono sempre di più.

Forse per una volta almeno alla domanda: cosa c’è a Ferrara? Non si è potuto rispondere come sempre: Niente!
 

GANZAROLI MAURIZIO

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