LA RIPRESA DEL DIALOGO USA-RUSSIA: VERITA' O ILLUSIONE?

La profezia di Alexis de Tocqueville circa la contemporanea ascesa dell'America e della Russia sulla scena mondiale e sul loro grandioso confrontarsi o scontrarsi ha avuto modo di realizzarsi pienamente nel secolo scorso e non manca di confermarsi anche nel presente. Certamente le due superpotenze planetarie hanno da affrontare nodi difficili e non bastano il disgelo (solo apparente) tra le due Coree, l'esplodere della protesta popolare in Iran e il rilancio del dialogo Washington-Mosca da parte di molto autorevoli organi di informazione americani, quali Buzz Feed News, solitamente attendibili, per aprire alla speranza. Pur tuttavia un contatto ad altissimo livello tra la Nato e i militari russi sembra già attivo, coinvolgendo nel negoziato anche la questione ucraina. In questo momento, da parte statunitense non si muove direttamente la presidenza (condizionata dall'inchiesta del Russiagate, ma l'Amministrazione yankee nella sua titolarità di organo di espressione della rappresentanza politica nel suo complesso. Si intravvede dietro questo movimento la mano del Segretario alla Difesa James Mattis, ma anche il contemporaneo favore all'iniziativa da parte di esponenti della precedente Amministrazione, quella di Obama. Non si tratta di amore a tutti costi, ma di un realistico tentativo di approccio da non sottovalutare: come si dice, un tavolo di incontro voluto fuori dai denti, senza illusioni dunque, ma necessario per parlarsi prima che una nuova spirale di guerra fredda prenda il sopravvento tra i due Paesi. Un rischio che entrambi non vogliono correre e che si cerca di esorcizzare per guardarsi sinceramente in faccia in vista di un'auspicabile distensione. Attraverso la Nato anche l'Europa è interessata a questo dialogo, anche se come entità autonoma essa fatica a presentarsi in modo univoco come interlocutore di fronte alla Russia. I russi sanno che hanno un prezzo da pagare per alleggerire le sanzioni occidentali, ma anche gli americani non hanno alternativo ad un diverso ingaggio strategico con Mosca. Se l'Europa abbia compiutamente parte di ciò non è dato ancora sapere, impegnata a risolvere problemi scottanti al proprio interno (vedi le numerose crisi in causa, dalla Brexit, all'incognita catalana, alla bomba migratoria, all'insufficienza del ruolo francese e la particolarità di quello tedesco. Considerato infine che il rilancio negoziale con la Russia parte anche dall'Ocse, l'Europa (e in subordine) l'Italia), si dovrà tener conto delle possibili chance che avrà il Vecchio Continente e in seno ad esso della stessa Italia, che dal deterioramento dei rapporti Est-Ovest ha tutto da perdere.
Casalino Pierluigi