IL FUTURISMO SECONDO ALESSIO BRUGNOLI

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L'assessore alla cultura del Comune di Milano, Finazzer Flory si è dispiaciuto per una velata critica che il Giornale avrebbe rivolto al programma dell'anno futurista milanese presentato il 4 dicembre scorso alla presenza del sindaco Moratti. Diciamo "avrebbe" perchè in realtà di critica non è trattato, ma di una puntualizzazione.

Non ricordando i contenuti dell'articolo, non entro nella polemica. Devo però riconoscere come il Comune di Milano, ha presentato un ampio programma di celebrazioni, qualcuna pacchiana, qualcun'altra discutibile dal punto di vista critico, ma che han tutte l'enorme pregio di catturare la rottura del diaframma tra Arte e Quotidiano che era uno degli obiettivi del Futurismo.

Sono iniziative migliorabili ? Sicuramente, tutto è perfettibile, ma sicuramente è meglio qualcosa del Nulla

Non si può parlare della più esplosiva delle avanguardie europee senza ricordarne la valenza politica: i futuristi furono prima interventisti e poi fascisti. Diciamo, in genere, decisamente bellicisti (chi ha scritto che la guerra è suprema igiene del mondo ?) Se è vero che Maurizio Scudiero, studioso del futurismo, ha rintracciato anche i futuristi antifascisti o addirittura anarchici, è altrettanto vero che Marinetti (uno dei pochi a criticare apertamente le leggi razziali) fu comunque fedele alla sua scelta fino alla Repubblica sociale

Qualche piccola puntualizzazione:

1) Han ragione Scudiero e decine di studiosi del resto del mondo. Il Futurismo e Fascismo, indipendentemente dalle scelte personali degli artisti, han sì una delle radici culturali in comune, la sinistra radicale di Sorel, ed affinità, il mito della creazione dell'Uomo Nuovo, ma son fortemente antitetici.

Il Fascismo credeva in una società ed in una visione del mondo gerarchizzata, in cui l'ordine discendesse dall'Alto. Il Futurismo in un mondo caotico ed autopoietico, in cui un equilibrio instabile ed in continuo divenire si generasse spontaneamente dal basso.

L'uno cercava di ricostruire il Passato, basti pensare al culto della romanità, l'altro vi si confrontava criticamente.

Che poi, il Fascismo abbia tratto idee e slogan dal Futurismo e che intellettuali futuristi, nell'ambizione di affrettare la ricostruzione del Mondo e inseguendo il mito dell'impegno, abbiano collaborato con il regime è un dato di fatto

2) Il concetto "la guerra è suprema igiene del mondo" è di natura filosofica, recupero del pensiero di Eraclito che politica

E fu proprio l'orientamento politico della maggior parte dei futuristi a provocare l'ostracismo che per un trentennio li ha relegati ai margini delle correnti artistiche del Novecento.

In Italia ed in Francia a causa dei "salvati", quel gruppo di intellettuali, più organici al fascismo dei futuristi che passano armi e bagaglia al PCI ed al PCF e che dovettero crearsi un capro espiatorio intellettuale.

Ma se dimentichiamo questo lato storico del futurismo, si rischia di presentarlo al vasto pubblico in maniera parziale, privilegiando l'aspetto puramente artistico e polemico

L'importanza del Futurismo è invece proprio questa: l'avanguardia seminale del Novecento, che contiene in sè tutti gli sviluppi e le contraddizioni intellettuali di quel secolo...Il che è assai più importante delle simpatie politiche marinettiane.

ALESSIO BRUGNOLI

http://arteeartisti.splinder.com

http://www.educational.rai.it/lezionididesign/designers/SCUDIEROM.htm