Nuova Psichedelia by Andrea Castellari (Spigoli&Culture magazine)

 

Neal CasalOgni tanto è necessario tornare a parlare, in musica, di psichedelia. Il termine è spesso associato a decadi passate, ad un suono ormai vintage, ma che non sembra passare del tutto di moda. Gli Stati Uniti (come vedremo, non solo la California e la West Coast) continuano, in questi anni, a dirigere le danze e a sfornare nuovi artisti e nuove band che, in maniera più o meno integrale, si

approcciano al genere: il risultato è, nel bene e nel male, una delle tante avanguardie musicali di cui possiamo godere in questi anni di sfrenata sperimentazione (ma anche di glorificazione di tutto quello che è passato e, appunto, vintage). Cominciamo con Neal Casal, da Denville, New Jersey, che ha da poco realizzato un bell'album di folk-rock con qualcosa in più. "Sweeten the distance" (Fargo, 2011) si muove nei territori abituali del cantautore americano: il folk continua a farla da padrone, complice la produzione affidata a Thom Monahan (già produttore di Devendra Banhart e dei Vetiver), ma ecco apparire qua e là suoni dilatati, brani sognanti, eterei. La title track, "Sweeten the distance", apre la scaletta del disco con delicatezza , chiara nello stile (abbastanza classico) e nella resa del suono: nulla è distorto e tutto è limpido e sereno. .... C

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