I cristalli senzienti di Andrea Leonessa (Futurist editions on line, Ferrara, 2012)

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Nuova poesia metapolitica e postfuturistica? Il giovane Andrea Leonessa, dalla netpenna molto concreta e rapida, testimonia già (scacco matto piccolo ma prezioso a certa ben nota gerentocrazia di certa casta letteraria nazionale-anche di para-avanguardia).

E la penna è già un inchiostro virtuale doc e it e eu... La figura sfondo è la parola nella sua mutazione sociale e letteraria alla luce della rivoluzione digitale.

Tutta una danza dei simulacri elettronici, alla luce anche crediamo degli input virtuali e informatici di un certo straordinario Baudrillard, movimenti orizzontali/verticali.

Fiorisce una Parola colma di volontà di bellezza e seduzione, deliziosamente iconoclastica, simultaneamente riformattata con scansioni neoepiche, drammaturgiche quasi: non a caso l’incipit dedicato a un certo Verlaine.

Un videogame poetry, quasi anche nuova poesia visiva/totale, sulla scia degli stessi Spatola o Pignotti o anche Franco Vaccari:
giocattolo eversivo verso scenari umani, postumani e socio cibernetici, verso nuove aurore degne dell’umanità.

 

LA VIOLENTA PLANIMETRIA DEL CRISTALLO



Verso vertice di carcasse eterne

Mattatoio espande, mortale

Per sezionare biondi pinnacoli

Vivi; morte sole

D’arredo le cose

Soggiornando nel cosmo,

Commensali! Sussisterete?

Nella sacrestia delle cose

Nastro registrò la gravità:

Collasseremo deportando

Carne saturnina

Nella macelleria del centro cosmico.

 

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