Paolo Melandri "La Cantata 71 di Bach...."

La Cantata 71 di Bach
Alla memoria di Johannes Brahms

Il Glückwunschende Kirchen Motette, o «Mottetto augurale», come dice l’autografo, Gott ist mein König, che per noi è la Cantata 71, motivo di diatribe classificatorie tra Blume e Dürr, piacque tanto, che il Consiglio Comunale di Mühlhausen decise di stamparlo (1708). Una distinzione rara, che contrassegna l’appartenenza di questa Cantata alle opere profane, a causa della commissione civica, benché di sfera religiosa o spirituale. È la sola Cantata di Bach che resti a stampa. Gliene commissionarono con certezza un’altra per l’anno successivo (e, probabilmente, ancóra quella per il 1710), che Bach fornì puntualmente, ricevendone un onorario di quattro talleri contro i tre del primo anno (circa la metà del suo stipendio mensile): anche la seconda venne stampata, ma tutte le copie andarono perdute.

La prima esecuzione di Gott ist mein König ebbe luogo il 4 febbraio 1708 nella Marienkirche, la stessa dove si riuniva il Consiglio appena eletto, con quella ostentata ispirazione teologale che caratterizza le repubbliche cittadine.

Il premio della pubblicazione deciso dal Consiglio testimonia che le composizioni di Bach, quando egli ebbe la possibilità di farle ascoltare ad un pubblico adatto, furono, fin da principio, salutate con entusiasmo e consensi. È facile dedurre che ciò che maggiormente attrasse l’attenzione fu il piglio acuto e spigliato del suo linguaggio, le eloquenti sonorità delle trombe e le generose esplosioni dei timpani, tutti caratteri che Bach aveva ereditato da Buxtehude.

Da questo primo Applaus in poi, il successo di pubblico non abbandonò mai Bach compositore. Le sole riserve e critiche, quanto mai circoscritte, gli vennero da musicografi di professione.



Paolo Melandri

12 gennaio 2012