Matteo Renzi espugna l'antiparlamento... Un compagno con le palle!





Forse ci siamo. In politica il condizionale è d'obbligo, fino all'ultimo le cose potrebbero cambiare, addirittura saltare.









Ma questa volta Berlusconi e Renzi sono davvero a un passo dal chiudere la riforma elettorale. Anzi: loro l'hanno chiusa, con pochissime modifiche rispetto a quanto concordato nello storico incontro di dieci giorni fa nella sede del Pd. Adesso il Parlamento deve metterci il timbro, resistendo alle isteriche pressioni e ai ricatti dei piccoli partiti, peraltro ben tutelati dal testo finale: niente preferenze (fonti di guai), soglia di sbarramento al cinque per cento, innalzamento della soglia sotto la quale servirà il ballottaggio dal 35 al 36 per cento.copy-cropped-MATTEO-RENZI-TRIBUTE-2.02.jpg

La vera buona notizia è però che sta per finire la dittatura delle minoranze, elettorali o parlamentari che siano. Da Alfano a Quagliariello, da Cuperlo a Civati: si sentivano padroni del mondo senza avere voti, in base a un potere di ricatto efficace solo se il sistema è debole o se la partita è truccata. Adesso sono all'angolo, spiazzati dall'asse tra Berlusconi e Renzi, prima non previsto e poi, negli ultimi giorni, inutilmente attaccato. Adesso sono loro al bivio: prendere atto della sconfitta e rassegnarsi a essere marginali oppure suicidarsi del tutto e far saltare il governo bocciando la riforma elettorale in Parlamento. I numeri li avrebbero, perché la maggioranza che sostiene Letta, voluta e coltivata da Napolitano (che certamente non è un boia come dicono i grillini ma neppure un arbitro imparziale), c'è, ma è solo sulla carta. Rappresenta il vecchio Pd bersaniano (uscito a pezzi dalle recenti primarie) e i traditori di Forza Italia che i sondaggi inchiodano a un misero tre per cento. Se questi signori fanno cadere Letta, anche loro sono finiti. In un prossimo governo o ancora peggio in caso di elezioni, non avrebbero alcuna possibilità di occupare gli spazi e le poltrone che oggi hanno, usurpate con giochini di palazzo.

Che Berlusconi e Renzi all'ultimo calino le braghe lo vedo difficile. Non sono i tipi e soprattutto hanno solo da guadagnare ad andare avanti, qualsiasi cosa accada. Perché se mollano, a finire male saranno proprio loro due, risucchiati e inghiottiti dalla palude della vecchia politica.

IL Giornale, Sallusti!