L'INIZIO DELLA FINE

Quando fu decisa la divisione ufficiale dei periodi storici dalle istituzioni scolatiche italiane, venne sancito che nelle scuole superiori, dopo la lunga fase che andava dalla preistotia ai primi due secoli dell'impero romano, si studiasse il secondo periodo, datandolo dalla dinastia dei Severi alla metà del XIV secolo. Il regno dei Severi aveva fino a quel momento rappresentato un capitolo da specialisti e poco funzionale al divenire della Storia. In realtà, con tale ridefinizione del susseguirsi storico, si pose in luce un momento tutt'altro che marginale, anzi, invece, essenziale nella ripartizione didattica delle sequenze storiche. Settimio Severo, grande generale di origini africane, spietato despota e spaventosa e grottesca figura di protagonista, materializzò, a quanto pare, il contributo dei "neri" alla civiltà romana. Il di lui nipote, Eliogabalo, riuscì anche a scandalizzare la società romana, esaltando il culto del Sole, che introdusse tra i riti e le religioni. Con la morte di Marco Aurelio, nel 180 d.C, si era conclusa infatti quella che è sempre stata vista come l'età dell'oro dell'impero romano e cominciava l'epoca tormentata della decadenza che porterà al regno di Diocleziano e nota con il Decline and Fall di Edward Gibbon. Autore interessante che seppe descrivere quei movimenti storici travagliati in maniera non solo suggestiva, ma anche realistica, fu Erodiano. Di questo storico piuttosto intuitivo cogliamo i segni importanti della sua analisi, che mette in evidenza il divertimento sfrenato come elemento devastante ed illimitato tale da accelerare il declino.Sotto questo aspetto si conosce tutta la modernità di Erodiano.
Casalino Pierluigi