FARSA D'OTTOBRE. A CENTANNI DALLA RIVOLUZIONE RUSSA

Una notte del 1970, un borsaiolo moscovita da quattro soldi riesce a penetrare nel mausoleo di Lenin e a impossessarsi della testa mummificata della Guida del Comunismo sovietico, in barba alle guardie addormentate. L'audace ladruncolo sperava di rivendere tale tesoro ai dirigenti sovietici. Ma questi trovarono un attore per sostituire il cadavere: il sosia della mummia ebbe tuttavia il cattivo gusto di starnutire. Si credette quindi che Lenin fosse resuscitato e che stesse per scoppiare una nuova rivoluzione.. La storia gloriosa di ottobre sembrò ripetersi attraverso un farsa. Ora qualcuno ricorda quell'episodio sintomatico della situazione in Russia in quegli anni. Una situazione segnata dalla corrosione del comunismo a causa dell'alcol, della droga, dalla penuria di generi alimentari e dal generale scetticismo sociale. Dall'episodio fu tratto un documento clandestino che circolò già a suo tempo e del quale ne uscì nel 1972 un'edizione polacca. Il KGB cercò invano di intercettare la pista che portò il documento ad essere divulgato. E questo prima di immaginare, a centanni dalla Rivoluzione d'Ottobre, che cosa sarà la Russia, anche e soprattutto la Russia di oggi, in mano ormai, come si dice da quelle parti, venduta al capitalismo selvaggio dei corrotti e dei mafiosi.
Casalino Pierluigi