Tra uomo e macchina c'è di mezzo... il banker


 

Da: Newsletter Financecommunity.it  




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Newsletter N° 159 del 11 luglio 2018
Tra uomo e macchina c'è di mezzo... il banker

di laura morelli


Se ci chiedessero di pensare al futuro del lavoro in banca non escluderei che a qualcuno venissero in mente dei robot comodamente seduti agli sportelli pronti a servire il cliente. Magari non saranno veri e propri "robot" umanoidi e molto più probabilmente si tratterà di algoritmi o sistemi digitali, ma quello che è certo è che la tecnologia sta piò o meno rapidamente rimpiazzando gran parte delle attività che prima erano destinate agli esseri umani.
Per quanto questo scenario possa preoccupare i professionisti per il loro futuro lavorativo, una qualche speranza di non restare tutti disoccupati c'è.
In un recente report sul futuro del lavoro in banca (che potete trovare qui), Hsbc prevede che la rivoluzione digitale cambierà il ruolo dei dipendenti e darà origine a sei nuovi tipi di lavoro. Fra questi la banca identifica ad esempio l'universal service advisor, cioè colui che, con conoscenze del prodotto e della tecnologia, si mette al servizio dei clienti per aiutarli a districarsi non solo fra i prodotti finanziari ma anche fra i vari sistemi con cui possono essere fruiti (via app, computer, voice, realtà aumentata ecc). Poi c'è il mixed reality experience designer, colui che crea delle interfacce dei diversi tipi di realtà (aumentata, 3D ecc) che saranno in nostri schermi quando usufruiremo dei servizi bancari digitali, ma anche l'algorithm mechanic, che ha il compito di ottimizzare gli algoritmi per il cliente, e infine il partnership gateway enabler, cioè quel professionista che monitora, mantiene e negozia con attenzione le relazioni digitali con i partner bancari, con un mix di conoscenze tecniche delle interfacce digitali e di competenze in tema di sicurezza e gestione dei rischi e skill comunicative.
Per quanto alcune di queste curiose professioni siano più informatiche che finanziare, ciò su cui dovremmo riflettere è il fatto che se da un lato è vero che le nuove tecnologie sostituiranno l'uomo in funzioni commodities, come quelle che si fanno allo sportello o nelle due diligence, è altrettanto vero che questi strumenti sono al servizio dei clienti ed è lì che i professionisti finanziari del futuro si inseriranno. I banker del futuro faranno sempre più da collegamento tra il digitale e i clienti, con le loro necessità e capacità (o incapacità) tecnologiche, un collante tra i bisogni finanziari umani e l'offerta tecnologica. Questi professionisti dovranno naturalmente avere delle conoscenze basilari di IT per capire gli strumenti e i sistemi e ciò implica un impegno maggiore da parte di tutti, ma solo conoscendo questi strumenti si può evitare di esserne sopraffatti. E alla fine solo chi sarà in grado di mixare le competenze meccaniche a quelle umane farà davvero la differenza sul mercato, e non solo per ciò che riguarda la customer experience.

laura.morelli@financecommunity.it
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