LA LEZIONE FRANCESE OVVERO LA RISCHIOSA PROVA DEL NOVE DELL'EUROPA

I sondaggi vanno sempre presi con la massima cautela per non incorrere in cocenti smentite. Lo scenario politico francese, dopo il primo turno delle presidenziali ha già di per sé aperto scenari imprevisti e oltremodo imprevedibili per il prossimo avvenire, quello rappresentato dal ballottaggio finale. Una partita che, a quanto si dice, dovrebbe vedere Macron prevalere sulla rivale Le Pen, spauracchio del Vecchio Continente e non solo di Marianna. Nulla è però scontato, e anzi più i giorni passano (anche se sinceramente non ce lo auguriamo) la stella di Marina Le Pen appare sempre più splendente. Terremoto in vista? Non si sa ancora, ma ci sono troppi segni preoccupanti, che si annunciano all'orizzonte. Circostanza che non è dovuta solo al contraccolpo di non meditate politiche economiche dell'Unione Europea, se non marcatamente scellerate (laddove si nota la ricerca morbosa e quasi autolesionista di una linea del rigore e dell'austerità che più di ogni altro ha stancato la gente. Si ripeterà il caso americano anche in terra di Francia? Nonostante tutto qualche serio rischio c'è, aldilà della mobilitazione di quelle che i media si affrettano a chiamare le forze unite del sistema a tutela del perbenismo delle élites conservatrici, di qualsiasi colore si vestano. Una cosa è certa: la situazione francese, e non sarebbe altrimenti, è unica nel suo genere ed è diversa dalle altre e fors'anche neppure paragonabile alle restanti esperienze recenti nel mondo, a partire da quella della Repubblica stellata d'oltre Atlantico. Ma un'altra cosa è parimenti certa, nel bene e nel male: dalla Francia è partita la Rivoluzione, anticipata dalla filosofia dei Lumi, con le sue luci e le sue ombre. Non è detto che, mutatis mutandis, la storia si ripeta.....Non ci resta che attendere....
Casalino Pierluigi