Apocalittici tardove rdi? Forse Hera non è un demonio....

Provincia e Comune: "Ecco le garanzie di Hera sull'inceneritore"

Nell'aspro dibattito pubblico che si sta consumando intorno al termovalorizzatore di Modena mancava all'appello ancora una voce non di poco conto, quella di Hera S.p.a. Dopo giorni di silenzio, la multiutility emiliana dell'energia si è inserita nella querelle che vede protagonista il suo impianto di via Cavazza, mettendo in chiaro le conseguenze della modifica “non sostanziale” dell'Autorizzazione Integrata Ambientale approvata lo scorso 14 agosto.
Per arrivare subito al sodo della nota rilasciata da Hera, al punto 8 si legge che la nuova normativa “non varia le quantità di rifiuti trattabili nell'unica linea esistente, né, come detto, quella dei rifiuti speciali conferibili. Tantomeno introduce elementi di novità e di facilitazione rispetto alla costruzione della terza linea, la cui realizzazione non è stata inclusa nel Piano Industriale della Società”. Affermazioni che lasciano pochi dubbi di interpretazione. Eccezioni rispetto all'attività finora portata avanti dall'impianto saranno possibili soltanto di fronte a situazioni contingenti, come i fermi programmati o i guasti imprevisti ad altri impianti delle province vicine, per evitare il conferimento in discarica.
Con il sostegno di questa missiva di Hera, il Presidente della Provincia Emilio Sabattini e il sindaco di Modena Giorgio Pighi hanno convocato una conferenza stampa congiunta, con l'obiettivo di fare chiarezza e la speranza – forse vana – di spegnere le polemiche degli oppositori. “Il dibattito è stato finora molto strumentale: Modena non è la pattumiera dell'Italia – ha precisato subito Sabattini – Dobbiamo misurarci su quanto realmente accaduto: dal 2005 ad oggi la raccolta differenziata è quasi raddoppiata e abbiamo fatto una politica di forte ridimensionamento delle discariche, cancellando l'apertura dei nuovi siti che erano stati programmati”.
Sottolineando il fatto che non vi è intenzione di realizzare la terza linea di incenerimento, i due rappresentanti istituzionali hanno posto l'accento su quanto accade oltre i confini provinciali, a ulteriore garanzia delle scelte industriali di Hera.Gli impianti di Ferrara, Ravenna e Bologna, che hanno già ottenuto negli anni passati la qualifica R1, non hanno importato mai rifiuti da fuori regione. Non ce n'è bisogno”. E l'impressione è che proprio il passaggio ad un livello di pianificazione regionale della strategia dei rifiuti sarà il tema cruciale dei prossimi mesi. 
POLEMICHE - Non è mancata poi qualche stoccata nei confronti delle opposizioni e delle dichiarazioni di alcuni esponenti della stessa maggioranza di centrosinistra, che il sindaco Pighi ha voluto imputare un po' ironicamente ad un'eccessiva urgenza e ad un clima già troppo elettorale: “Esistono sensibilità diverse che portano a sfumature differenti, ma sarebbe più giusto prendersi cinque minuti per guardare le carte, prima di esternare”. Il riferimento va anche al dibattito sulla legittimità della determina provinciale ferragostana che ha di fatto cambiato le regole “Negare il diritto di Hera a vedersi certificati i nuovi parametri tecnici sarebbe stato un atto illegale, con conseguenze per i dirigenti pubblici – ha dichiarato il sindaco – Qualcuno vuole fa ricorso al Tar e fa bene, anzi, non vedo l'ora, così almeno saranno chiariti definitivamente i termini”... C
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