Emilia post-sisma 70 scosse dal gennaio 2013... Prevenzione e Adattamenti antisismici a Ferrara TABU' IR-RESPONSABILE?a Ferrara

 


  1. BONDENO. Circa settanta piccole scosse di terremoto a partire da gennaio, le ultime due delle quali la notte tra giovedì e venerdì, risvegliando la paura nell’Alto ferrarese. La terra è tornata a tremare nelle zone colpite dal sisma del maggio 2012, fortunatamente senza danni a cose o persone. La prima scossa, alle 00.20, con epicentro a Finale Emilia, nel Modenese, ha raggiunto una magnitudo di 2.7 gradi della scala Richter. La seconda, invece, appena tre d’ore più tardi, alle 03.45, con epicentro sempre a Finale. Questa volta la magnitudo ha raggiunto 3.4 gradi, la scossa più forte registrata dal 4 maggio scorso, quando a Bondeno un ulteriore evento sismico aveva raggiunto una intensità di 3.8 gradi. E, come già il 4 maggio, anche la scossa della scorsa notte è stata avvertita da parte della popolazione, con il sindaco bondenese, Alan Fabbri, svegliato nel cuore della notte mentre era a letto.
  2. Le scosse sono state avvertita anche a Cento, Mirabello e Sant'Agostino, distanti appena una ventina di chilometri dall’epicentro.
  3. «Questi due eventi sono collocabili in una zona già interessata durante la sequenza sismica del 20 maggio 2012 – spiega Abu-Zaid Nasser, docente Unife e responsabile della rete di monitoraggio sismico del Comune di Ferrara – si tratta di una zona di 10 chilometri di larghezza, la stessa dove il 20 maggio 2012 ci sono state le due scosse di 5.9 e 5.1 gradi, a nord di Casumaro, e dove il 9 agosto c’è stata un’altra scossa». Secondo Nasser, i due eventi sismici della scorsa notte hanno interessato due faglie sovrapposte. Tecnicamente, quella che viene definita una faglia compressiva di sovrascorrimento, tagliata a sua volta da un’altra faglia profonda. «Le due faglie si incrociano proprio nel punto in cui ci sono state le due scosse. Ed è per questo motivo che i due eventi hanno avuto profondità diverse: rispettivamente a 23,5 chilometri la scossa che ha interessato la faglia più profonda, e a 4,5 chilometri la scossa della faglia di scorrimento». Ma c’è da preoccuparsi? «Questi piccoli eventi – aggiunge il docente – stanno a significare che l’energia viene dissipata rispetto ad una scossa unica e più forte»... C

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