Ferrara modello ex regione rossa? A volte ritornano (gli amici di Mortadella)?

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Non si è ancora candidato ufficialmente ma i segnali che l'ex rettore dell'Università di Ferrara e ora assessore regionale Patrizio Bianchi voglia correre per le primarie del Pd dove si deciderà il futuro candidato per sostituire Vasco Errani alla presidenza della Regione ci sono tutti.
Nel pomeriggio di mercoledì ha infatti lanciato alcuni "punti programmatici" che paio segni inequivocabili della sua imminente candidatura.   "Tutto è fermo nell'attesa dei prossimi segnali di fumo. La Regione non si salva con i posizionamenti di partito e di corrente. Si salva con le idee e le competenze", ha detto Bianchi secondo quanto riportato dall'Ansa prima prima di lanciare un documento in cui al primo posto c'è la ripresa del lavoro e della manifattura da inquadrare nel contesto europeo per il rilancio dell'industria.
Non manca una nota sul ruolo del governo territoriale delle regioni – una sorta di regionalismo – in dichiarata opposizione al centralismo statale che molti hanno intravisto nel progetto di riforma del ministro Maria Elena Boschi, visto come ostacolo alle politiche di ripresa anche per l'incapacità dimostrata nel sostenere un'azione di governo da calare nella complessità italiana. Per l'ex rettore Unife sembra essere necessaria una nuova sussidiarietà che intervenga laddove le Regioni si dimostrino incapaci di adempiere alle proprie competenze in maniera efficace e sostenibile nel tempo.
A precedere l'attuale assessore alla Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro – che può contare sul supporto dei prodiani all'interno del partito – era stato l'ex sindaco di Forlì, Roberto Balzani, che aveva annunciato qualche giorno fa sulla propria pagina Facebook l'intenzione di candidarsi alle primarie: "Nel quadro ancora molto liquido della settimana appena iniziata – scriveva Balzani il 4 agosto – vorrei contribuire a porre un piccolo punto fermo: il fatto che, non appena saranno disponibili i moduli, comincerò a raccogliere le firme per la candidatura a Presidente della Regione Emilia Romagna, indipendentemente da chi saranno gli altri candidati. Ringrazio i comitati che si sono già spontaneamente costituiti in questa prospettiva e tutti i cittadini che mi hanno manifestato il loro appoggio. Cercherò di rispondere con tutta l'energia di cui sono capace alle loro alte aspettative".
Ancora nessuna mossa invece dagli altri 'papabili':  Daniele Manca, Stefano Bonaccini e Matteo Richetti.