Yuliya , poesia, (A)more Principi di Indipendenza


Yuliya O. Corrao Murdasova
(A)more
Principi di Indipendenza
Edizioni La Carmelina 2014



COM'E' NATA LA PASSIONE PER LA SCRITTURA?


Credo la la passione per la scrittura sia nata con me. Ricordo ancora quando tornai per la prima volta in Ucraina dopo tanti anni e mi misi a rovistare tra i ricordi dell'infanzia: fu cosi che trovai con grande sorpresa dei quaderni con i racconti e poesie in ucraino e sinceramente neanche ricordavo di aver iniziato a scrivere cosi 'prematuramente', a 6-7 anni circa. Niente di che, solo pensieri e fiabe, osservavo tanto e con l'immaginazione rielaboravo il tutto. La passione per i viaggi deriva da mio nonno paterno Vitale e da mio padre Aleksej, per questo quando ero piccola ogni viaggio per me era uno spettacolo di cui io facevo parte, nonostante in realtà erano viaggi 'per necessità'. Pian piano la scrittura è diventata un 'bisogno', la necessità di imprimere su carta ciò che mi si presentava agli occhi, la realtà variegata di Paesi diversi.
La scrittura è diventato un modo di parlare, di sfogarmi, di 'mettere i puntini sulle i' senza essere interrotta, senza essere giudicata.
Adesso è una parte di me della quale non riesco a far a meno, soprattutto quando viaggio.
Il bisogno di scrivere nasce dalle situazioni meno favorevoli, ma sono quelle che portano con sè tanta creatività e anche positività. Da quando mi sono trasferita a Padova, la città mi ha offerto tanti scenari e ogni passeggiata si trasforma in un'opera.
D'altra parte, durante i viaggi la mia scrittura si trasforma e prende la forma di un'intervista: mi piace conoscere i posti più particolari e tradizionali e sono quelli in cui si incontrano anime che hanno più da dire, persone che ti fanno vedere alcuni lati della vita in modo diverso. In questo senso la scrittura diventa ricerca.
Diciamo che ci sono vari tipi di scrittura che fanno parte di me.



QUAL E' LA TUA "FORMAZIONE" COME SCRITTRICE?


Ho iniziato a partecipare a vari concorsi letterari sin dalle elementari vincere uno regionale in Calabria in seconda media. Così, iniziai a partecipare ad altri concorsi regionali e nazionali. Per me era una sfida, era un modo per misurarmi con gli altri, imparare da loro e migliorare il mio stile; vedere a che punto potevo arrivare e se ciò che scrivevo poteva 'servire a qualcosa'.
Nel 2010 inaspettatamente sono arrivata finalista con un racconto al concorso nazionale multimediale
www.scrivoanchio.it. Il concorso, alla sua prima edizione, mi ha offerto l'opportunità concreta di entrare in relazione con altri giovani aventi la mia stessa passione. Eravamo i 20 finalisti di tutte le regioni vincitori di uno stage in Puglia di circa una settimana durante la quale, oltre a conoscere i posti meravigliosi della regione, abbiamo discusso e ricevuto ottimi consigli da alcuni scrittori, poeti e giornalisti regionali e nazionali. La parte più importante per me è stata conoscere giovani aventi una base culturale molto forte, molto preparati in molti ambini e con punti di vista diversi ma racchiusi dalla stessa voglia di comunicare, dire qualcosa, scrivere. Ci siamo trovati 'capiti' subito e con alcuni è nata persino un'amicizia che dura tuttora.
Iniziai anche a scrivere alcuni articoli e poesie sul giornale del mio liceo: uno dei miei sogni da bambina era quello di diventare una giornalista. E' un cammino difficile... un giorno, forse, lo realizzerò...Oppure in un'altra vita.
Da lì poi ho partecipato e vinto altri concorsi nazionali come le due edizioni di "Dire Giovani Dire Futuro" con racconti e poesie.
I concorsi secondo me servono molto per crescere artisticamente. Sono una sfida con se stessi e oltretutto ti mettono a confronto con altre persone. E dalle persone si impara molto.



PERCHE' SCRIVERE UN LIBRO DI POESIA NEL 2014?


Perché la poesia necessita lavoro mentale, preparazione culturale, apertura mentale sia da parte dello scrittore che del lettore. Non dà sempre un messaggio immediato e concreto, ha diverse interpretazioni. A mio avviso nel 2014 non sono pochi coloro i quali sono disabituati a riflettere, a soffermarsi, a 'spremere le meningi'.
Scrivere le poesie nel 2014 è quasi correre un'alea. Sono pochi gli scrittori che 'si spogliano' davanti ai lettori, e capisco questa sorta di timore. Ma nonostrante questo bisogna dedicare più tempo all'esercizio della poesia. Essa deve contenere non l'essenza personale, ma deve essere utile alla società.
In questo momento della mia vita ho sentito una forte necessità di terminare la raccolta e pubblicarla proprio adesso.
Nella raccolta
"(A)more. Principio di Indipendenza" ci sono poesie del 'periodo calabrese', dedicate alla terra e alle persone che mi hanno arricchito positivamente e negativamente; ci sono altre dedicate al mio amato Veneto, quelle scritte durante i vari viaggi e ovviamente quelle che si ispirano alle mie origini e all'attuale situazione in Ucraina. Col senno di poi posso dire che questa raccolta rappresenta una sorta di 'climax discendente': una lotta, una sfida, un'avventura.



A CHI TI ISPIRI?

Non c'è un solo scrittore o giornalista o poeta al quale mi ispiro, ma ci sono tante qualità di artisti diversi che mi hanno ispirato e insegnato molto. La lotta per la verità di Oriana Fallaci e Anna Politkovskaja, la ricerca del 'sottosuolo' umano di Dostoevskij, l'amore per la terra e per le origini di Taras Hrihorovich Shevcenko (scrittore,poeta e pittore ucraino) sono solo alcuni che maggiormente mi hanno ispirato e smosso l'anima in questi anni.
Sono molteplici le persone, poi, che mi ispirano e influenzano ciò che scrivo. Credo che il mondo sia un grande palcoscenico di personalità e situazioni che meritano di essere rappresentate nelle loro diverse sfumature.


TU SEI UCRAINA CHE VIVE IN ITALIA, ANCHE SENZA PRENDERE UNA POSIZIONE

PRECISA, COSA PENSI DI QUELLO CHE STA AVVENENDO NELLA TUA TERRA

D'ORIGINE?, SIA A LIVELLO SOCIALE CHE CULTURALE?


E' una situazione molto complessa e in costante instabilità. Non si può parlare dell'attuale situazione senza far riferimento alla storia passata, anche solo quella della fine dell'URSS e dei primi presidenti ucraini come Kravcuk e Kucma. Consiglio in tal senso un libro di Simone Attilio Bellezza "Ucraina. Insorgere per la democrazia" che descrive alcuni passaggi fondamentali della storia ucraina per arrivare a quella attuale del nuovo presidente Poroshenko.
Purtroppo ciò che ha da sempre caratterizzato il mio Paese è la forte instabilità, politia e sociale, e come ben sappiamo da essa dipende l'economia. Ciò che il popolo ucraino ha sempre temuto è proprio questa instabilità. Dalla situazione di instabilità più evidente, ovvero quella iniziata a novembre con l'Euromaidan, e da un'arma molto potente quale risulta essere
la propaganda e la provocazione politico - culturale, l'Ucraina si è maggiormente divisa ed è stata illegalmente invasa dall'esercito russo.
In me prevalgono le ragioni del cuore, delle radici, della famiglia: io sono per metà siberiana e gran parte della mia famiglia è a Mosca. In questa situazione io mi trovo in mezzo a due fuochi, in mezzo all'amore per entrambe 'le mie Patrie'.
Tuttavia io credo nell'indipendenza come principio, come valore, come base dell'esistenza umana. In questo senso vedo e ho visto sempre la mia Ucraina soffocata da diversi poteri, interessi e dalla corruzione e il popolo ne ha sempre pagato le conseguenze e uno dei prezzi più cari è l'emigrazione, l'esilio.
Mi sembra evidente che sia in atto nuovamente la
russificazione: una tendenza formatasi durante i vari zar (maggiormente con Nicola I e la russificazione della Polonia e Galizia, ovvero l'odierna parte occidentale dell'Ucraina), portata avanti durante l'URSS e diventata tipica del carattere russo. Essa consiste nell'adozione forzata della lingua e cultura russa da parte di comunità non russe. Inoltre, ciò che sta avvenendo, a mio avviso, è la 'ricostrituzione dell'Impero russo': l'Ucraina è solo un tassello.
Desidero soltanto l'indipendenza che l'Ucraina si merita come ogni Stato - indipendenza culturale e politica. All'interno del Paese la questione della lingua è molto sentita e in questa offensiva è stata usata come arma di istigazione. La lingua e la cultura devono essere tutelate, sia l'ucraino che il russo e il tataro perché costituiscono la grande storia di un paese slavo come l'Ucraina. Ma ciò che sta accadendo è totalmente inacettabile: è in atto lo smantellamento di un grande territorio pieno di ricchezze.
La situazione sociale è ancora più grave di quel che si vede. L'esercito ucraino è formato anche da uomini e giovani ragazzi , alcuni reclutati all'ultimo minuto: questo significa che ogni donna ucraina può perdere da un giorno all'altro (letteralmente) un figlio, un marito, un nipote.
Gli atti terroristici sono in grande espansione, secondo ciò che leggo e ciò che mi dicono i famigliari. Se prima la parte occidentale e la più nazionalista (L'viv, Ternopil, Luz'k) era considerata una parte 'protetta' perchè costituita prevalentemente da ucraini, adesso risulta essere molto pericolosa perché è nel mirino dei cosiddetti 'provocatori' anti-ucraini.
La mia è una situazione la mia che trovo difficile spiegare a parole. Ho il terrore di non rivedere per molto tempo la mia Terra, la mia famiglia, i luoghi cari. Spero di riuscire ad andare il prima possibile e vedere con i miei occhi la situazione, nonostante il rischio.


COSA TI ASPETTI DA QUESTA AVVENTURA?


Tutto questo è una novità per me e come in ogni avventura le cose positive arrivano quando meno te lo aspetti, è una scoperta e una soddisfazione quotidiana, è un cammino e le sorprese sono dietro l'angolo.
Spero che quest'avventura mi dia la possibilità di arrivare ad un vasto numero di persone e, chissà, magari anche all'estero, in Ucraina e in Russia. Spero sia un buon inizio per continuare a comunicare e ad informare.



Links:
[1] http://www.scrivoanchio.it/