Zairo Ferrante Lettera aperta a Niky Vendola

Ancora, caro Onorevole, Le scrivo in qualità di futuro medico ed in qualità di amante e fruitore della Poesia e dell'Arte, passioni, che come ben sa, richiedono una certa dose di introspezione, una certa propensione ad auto-interrogarsi e soprattutto uno spropositato amore verso l'uomo e la sua anima."

Con queste parole avrei dovuto rivolgermi a Lei, ma sarei stato poco sincero.

Le scrivo, quindi, in qualità di "amico" deluso.

Deluso dagli scempi che vedo in giro quando passeggio  (discariche abusive, mostri ecologici,ospedali iniziati e mai finiti), amareggiato dalla cattiva politica e dalla ancor peggiore gestione delle risorse, indignato dal sapere che proprio nel nostro splendido Paese, culla delle civiltà e patria dell'Arte Medica (Occidentale), si possa nel 2010 morire perché due medici litigano in sala parto o perché, peggio ancora, vengono negate le ambulanze.

Le scrivo perché ho visto le lacrime ed ho ascoltato le parole dei "cassaintegrati" Italiani (che ormai rappresentano una vera e propria realtà che non si può e non si deve ignorare) e dei precari che dovrebbero assicurare l'istruzione dei nostri figli.

Le scrivo perché ho visto "morire ammazzato" nella quasi indifferenza o falso interesse, come il più vile degli uomini, un altro figlio del Sud buono, giusto e coraggioso.

Le scrivo perché mi sono rotto letteralmente le scatole di vedere ed ascoltare politici che dicono tutto ed il contrario di tutto, assecondati da giornalisti che dirottano l'attenzione su quali escort abbiano allietato la serata dell'uno o dell'altro "Potente".

Mi sono rotto le palle (e mi passi l'espressione calcistica visto che anche i calciatori strapagati vogliono scioperare) di assistere a vere e proprie tribune politiche che hanno come ultimo fine quello di svelare il sesso genetico delle suddette escort ed occultare i veri problemi che affligono la nostra Penisola.

Sono stanco di vedere le solite facce (Dalema, Veltroni, Berlusconi, Bossi, Fini) che si rivoltano e rimescolano, sbattendomi sul muso sicure promesse di cambiamento.

Insomma, non è per cattiveria, ma non riesco più a cascarci pur desiderandolo con tutto me stesso.

Le scrivo, Caro Onorevole, perché desidererei con tutto il cuore continuare a vivere senza speranze e senza ideali in modo che nessuno li possa per l'ennesima volta tradire.

Ma cosa ci vuole fare... sono un testardo per indole e volontà.

Quindi, accodandomi al Financial Times, Le scrivo per affidarLe i miei sogni, le mie speranze, i miei sfoghi e quel che resta dei miei ideali ormai in fin di vita; con l'augurio che Lei possa "riattaccare" i brandelli di questa sinistra ampiamente trucidata e mettere fine a quei tanti squallidi compromessi politici, che tanto male hanno fatto all'Italia ed alla sua Gente.

Si, si, lo so!!!

Lei non è Dio e non può fare miracoli.

Ma io non chiedo questo...chiedo solo sincerità, attenzione ed onestà da parte di Chi amministra la "Cosa pubblica".

Comunque, credendo fermamente che non ha bisogno dei miei consigli e ricordandole che la Sinistra (e non il Comunismo) non può morire perché gli operai, gli impiegati, gli extracomunitari e la gente comune sono ancora in vita, Le faccio il mio più sincero in bocca al lupo e le regalo il mio, inutile ma sentito, sostegno.

Con la speranza che Lei, con l'aiuto di tutti (ed intendo proprio tutti sia destra che sinistra), possiate ridonare all'Italia e agli Italiani il tanto osannato (ed ormai perduto) ORGOGLIO.

 

Felici Saluti

 

Zairo Ferrante