2012 Ferrara- Per una Città Lunare

COLLAUDO POSTMODERNO (PER UNA CULTURA ALTERNATIVA)

 

... Come i villaggi in festa che il Po straripato squassa e sradica d'improvviso, per trascinarli fino al mare, sulle cascate e attraverso i gorghi di un diluvio...”

 

Filippo Tommaso Marinetti “Manifesto del Futurismo” Le Figaro”, Parigi 20 febbraio 1909

 

 

(MORALE SIDERALE) Predestinata a un’orbita stellare/che t’importa, o stella del buio?/Rotea beata attraverso questo tempo!/La sua miseria ti sia estranea e distante!/Del mondo più distante è il tuo bagliore: la compassione sia per te un peccato!/Per te vale un comandamento solo: sii pura! … Noi aeronauti dello spirito!”

 

Friedrick Nietzsche

 

 

 

Roby Guerra La Città Lunare (2005, Este Edition)- ipotesi sull'avanguardia neoestense (*Note critiche su circa 80 artisti e scrittori ferraresi contemporanei...)

 

Al di là delle contingenze paleopolitiche, anche a Ferrara è ormai necessaria una nuova visione culturale, al di là della destra e della sinistra, con certo nuovo umanesimo scientifico possibile sullo sfondo, certo nuovo rinascimento appunto non solo letterario, ma “elettronico” (“dalla cultura di Manzoni alla cultura di Marconi” suggerisce da anni semplicemente Piero Angela, tra altri).

Chi scrive si muove da sempre in tale scenario e perciò – ora – in questo volumetto sono raccolti alcuni miei contributi critici in tale direzione, dagli anni ottanta ad oggi, percorso in cui ho attraversato molti segni d’avanguardia (in senso segnico e semiotico) apparsi in città.

La presente selezione ovviamente non è esaustiva ma comunque credo sufficientemente indicativa del magma creativo attivo in città (con esiti spesso oltre le Mura… noti o meno noti che siano) dalla fine del novecento a questo inizio duemila.

Va da sè la cifra poetico-critica da me prescelta, laddove, come già intuito dalle avanguardie storiche (anche sottolineato “recentemente “ da filosofi della scienza come Feyarabend oppure dagli stessi postmoderni francesi - Delouze, Baudrillard e Derrida - oltre a Lacan o James Hillman), il metodo lineare storico – schematizzando - appare oggi anacronistico, quantomeno fuorviante per tracciare il futuro venuto alla luce, captare i link della complessa condizione postmoderna (anche in Periferia).

Appunto, abbiamo “spottizzato” consapevolmente autori e personaggi neostensi* nelle loro opere infatti al di là dei metodi scolastici, lineari, vetroumanistici ed ideologici tutt’oggi prevalenti nel panorama intellettuale ferrarese, riflesso naturalmente di certo andazzo nazionale poco aperto se non ostile ai nuovi paradigmi intellettuali - postmoderni - europei e americani… (valga la bibliografia finale per intenderci).

Insomma - per dirla con Delouze - leggere un testo non è operazione filologico-erudita, nè esasperare… interpretazioni a livello del segno, del significante o del senso, ma costruire macchine astratte e desideranti, capaci di far parlare – nell’arte – la bellezza nuova possibile della nuova età postindustriale e scientifica (anche in periferia, anche a Ferrara citta’ d’arte).

E tale parola non necessariamente coincide con il Successo (nientaffatto un male sia ben chiaro) o l’audience periferico (spesso convenzionale) dei Nomi: nel nostro “montaggio” sono perciò presenti autori e personaggi assai noti, noti o poco noti, tutti - però - con valenze creative certamente diverse capaci di passeggiare a Ferrara lasciando impronte significative: in una visione dell’avanguardia naturalmente non militante ma - come accennato - segnica se non virtuale (alla Baudrillard), l’avanguardia come dis-continuità… una “visione” della storia appunto postmoderna, poststorica, come macchina del tempo. L’avanguardia, piaccia o meno, rispetto alle eterne scolastiche, come estetica della libertà!

Benvenuti nel XXI secolo!