Azione Futurista Ferrara getta la spugna...



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14 settembre 2013, 0:00  
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“Su Ferrara gettiamo la spugna”

Ringraziamo la testata ferrarese (l’unica almeno un poco libera) per l’ospitalità finale: infatti salutiamo cordialmente tutti quanti i lettori, ma criticamente parlando, dopo alcuni anni di interventi (lettere e commenti, di più mai accettato) più o meno provocatori ma anche molto futuribili e – per chi aveva le antenne- costruttivi, azzeccati o meno, discutibili o meno, riteniamo vano intervenire da qua in avanti. Noi siamo concretamente impegnati da tempo fuori mura (Movimenti Transumanista, Netfuturista, Nuova Oggettività, ecc, convegni a Milano, Roma, Sardegna, editoria, sempre con certa avanguardia ferrarese coinvolta, ecc.) e Ferrara un esperimento per cercare di incidere un poco nella nostra città natale. Ma l’esperimento è fallito… Impossibile qua, vuoi per le censure o filtri dei media locali, vuoi per la tecnica del silenzio tipica della casta PD locale, vuoi semplicemente per motivi strutturali quasi etnici dominanti a Ferrara, ovvero visioni del presente e del futuro al massimo parziali, soprattutto solo 1.0, passapresentiste, molta ciarla e pochi fatti o fatti sempre effimeri, contribuire concretamente. L’ideologismo domina sovrano, né le opposizioni invero segnalano qualcosa di decente, impossibile qualsivoglia dialettica danzante, impossibile sinergie basate su visioni oggettive, impossibile mixare critiche radicali ma anche linkare certo esistente istituzionale pur presente. La mistificazione ideologica e la clonazione perpetua della casta Pd – ad esempio- recente, si segnala con l’incredibile lifting del vecchio Pd cattocomunista ora pro Renzi, con la favola di una città persino antesignana in tal senso (con gli stessi Marattin e Merli più ambigui di… Alighiero Noschese…).

Oppure con il Mito de L’Internazionale (in sé grande evento), ma presentato come vertice della cultura e dell’informazione contemporanea, ma è un falso storico, visione a una dimensione ben nota, ancora ideologica e solo frammentariamente ciberculturale (a Bergamo e Genova fanno il Festival della Scienza….in tal senso…). La mistificazione (parziale) culturale inoltre si segnala  con i soliti copioni delle grandi mostre in sé non errate (figurarsi) ma sempre modulate su modelli quali Venezia, Roma, Firenze, funzionali solo nella fase nascente durante l’ex duca rosso fase, poi mai ottimizzate secondo peculiarità ferraresi doc (in questo caso positivo) secondo rare potenzialità storiche e culturali, riassumibili – i gravi bachi- con – da un lato – l’assenza di prassi museali interattive e non statiche (la mostra di Antonioni il modello, interattiva e high tech…e perfetto link Ferrara-Italia-Mondo…), dall’altro con un semplice rasoio di Occam: il turismo dovrebbe postulare Ferrara in sé come Sirena, prima delle mostre … è il Palazzo dei Diamanti in sé o le Grandi Mura, uniche in Europa, l’oggetto del Desiderio… poi le mostre un Bonus….il diamante segreto..nascosto nel Palazzo.. (solo esempi minimali e iperbolici ma per intendere la necessità fondamentale di nuovi sistemi operativi mentali al passo con l’Italia 2.0, nuovi software senza tale nuova tecnologia politica culturale… non girano o girano poco e soprattutto lenti, 15 minuti di gloria poi…ricadute a medio lungo termini deboli).

Non ultimo, il sisma avrebbe dovuto svegliare la città: invece prevale l’esorcismo e il ..trauma: così anziché capire nuove modulazioni per Ferrara città d’arte, mirando soprattutto le risorse invece verso quel link Ferrara città di scienza che l’Università segnala e come segnalano le stesse classifiche nazionali sugli atenei, e sulla ricostruzione preventiva anche (leggi adeguamento piano strutturale della città intera, invece si privilegiano teatri e chiese- anche … ma il sisma non è un turista né un artista…) prevale il modello obsoleto che in 20/30 anni non ha fatto decollare la città…

Ergo… i simulacri indicano il futuro di Ferrara, implosivo e regressivo, persino nelle sue eccellenze, figurarsi altre criticità emerse prima e dopo la crisi (industria, sanità, commercio ormai, giovani in fuga, popolazione vecchia e depressa (leggi suicidi quasi un primato tragico) degrado civile con il miraggio multietnico dogmatico ecc.): ergo un neo medioevo prossimo venturo, la città stessa destinata a diventare un borgo di Bologna (se non di Rovigo) tra 20 anni circa, non ci interessa. Per Ferrara ci limiteremo a qualche azione parola nei nostri specifici spazi web, peraltro essenzialmente extraferraresi. In generale gettiamo la spugna…

Cordiali saluti e buona fortuna.

Roby Guerra x Azione Futurista Ferrara

(*curatore Laboratorio Letteratura Futurista x Associazione Italiana Transumanisti-Milano)


AZIONE FUTURISTA FERRARA