Loepolda 2011 Big Bang boom per il sindaco Matteo Renzi: rottamati i Bersani e Vendola che sbagliano

Stazione Leopolda 2011 | http://www.fulviobriano.net/

 

 

 

 
Il day after di Renzi: il Pd è (quasi) rottamato
 
Firenze - Il piccolo miracolo succede prima di pranzo, quando la platea della Leopolda esplode in un’ovazione. Sul palco non c’è Nanni Moretti o Beppe Grillo, non c’è un’icona glamour o populista di quelle che mandano in brodo di giuggiole i benpensanti di sinistra, ma c’è Luigi Zingales. Un economista amerikano, anzi di Chicago; studioso di livello, ma poco noto al grande pubblico; editorialista del Sole 24 Ore liquidato da quel benpensantismo come malefico alfiere del «neo-liberismo».
Ecco: che Matteo Renzi sia riuscito non solo ad invitarlo, ma a farlo applaudire da una platea mediamente giovane e mediamente di sinistra, dà la misura di quanto il sindaco di Firenze sia riuscito ad annusare, in anticipo sul centrosinistra e pure sul centrodestra, quel miscuglio di ansia di rinnovamento ma anche di rigetto della demagogia che serpeggia nell’opinione pubblica.
Renzi chiude la sua seconda «Leopolda» con un rinvio. Sulla sua candidatura prende tre mesi di tempo, in attesa che si capisca quando e come finirà il governo Berlusconi, ma una cosa la dice chiara: non è disposto a mettersi da parte e aspettare il prossimo turno, come gli consiglia via sms (racconta) un «autorevole dirigente Pd». Lui è già in campo e in questi tre mesi si propone di «far litigare il centrosinistra sui contenuti, finalmente, e non sui nomi». E di contenuti, dal dibattito, ne sono venuti fuori tanti, in gran parte controcorrente per la sinistra: riforma delle pensioni, abolizione del valore legale dei titoli di studio, meritocrazia, abolizione dei vitalizi parlamentari e del finanziamento pubblico ai partiti, flex-security. Parla a braccio, in chiusura della manifestazione, e sferza il suo partito: «La mia paura è che, al fallimento del governo, l’opposizione non sappia rispondere senza conservatorismo e con coraggio». Attacca il centrodestra, ma senza ideologismi, perché «spero che col berlusconismo muoia anche l’antiberlusconismo»....

 
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