Futurismo Anni 10! Omaggio a ENZO BENEDETTO RECORD

ENZO BENEDETTO.jpgda EXIBART MAGAZINE ON LINE

ENZO BENEDETTO RECORD E FUTURISMO OGGI

Con il titolo Multiple sensazioni grafiche, nel maggio scorso a Roma, alla Galleria d’arte il Marzocco, una mostra, curata da Pierluigi Albertoni, di disegni di Enzo Benedetto. Per il giovane artista calabrese il Futurismo fu la folgorazione di una vita. Vi aderì giovanissimo sulla spinta delle emozioni allora imperanti. Velocità, macchina, progresso, luce, interventismo. I miti che l’agitatore culturale, poeta, funambolo Filippo, Achille, Emilio Martinetti, insufflava. Il Manifesto Futurista è del 20 febbraio 1909. Pubblicato su di una pagina del F**aro. Enzo Benedetto ne prende però coscienza soltanto nel 1924. A 18 anni. Quando su “Originalità” la rivista che allora dirigeva, pubblica, in prima pagina, un editoriale di Martinetti sulla XIV Biennale di Venezia, bersaglio: l’Istituzione d’arte veneziana rea d’aver ignorato, per il suo vieto passatismo, gli artisti del Movimento. Comincia così l’avventura artistica del giovane calabrese (Enzo Benedetto era nato a Reggio Calabria nel 1905). Una avventura alla quale resterà fedele per tutta la sua lunga vita. Senza mai deragliare. Futurista per sempre. “Mi sembrava strano che ci fosse già il Futurismo senza che io ne avessi saputo nulla”. Però appena ne viene a conoscenza sarà un elemento trainante. A cominciare con la sala futurista del 1926 a Reggio Calabria, da lui curata e allestita, per poi, proseguire, dopo il suo trasferimento a Roma nel 1927, con un fitto lavoro di pubblicistica in special modo su “Futurismo oggi”. Ma i meriti di Enzo Benedetto vanno ben oltre. Il suo valore è di artista puro. Di umanista del XX Secolo. Pittore, disegnatore, incisore, scenografo, scultore, ceramista scrittore. A Benedetto si devono opere di alto nitore grafico. Ricerche polimateriche. Espressioni emozionali di linee e colori. Nei suoi 88 anni (muore a Roma il 27 maggio 1993) esperimenta tutto quanto l’estetica futurista consentiva. Compreso l’aeropittura, la visione cosmica, il suprematismo razionale. Per Enzo Benedetto determinante è il valore compositivo, la ricerca cinetica, lo spazialismo bidimensionale. Nei quadri di Benedetto c’è la forza materica prampoliniana assimilata alla struttura boccioniana. Un connubio senz’altro futurista almeno finché per Boccioni (la prematura morte) e per Prampolini (l’adesione all’internazionalismo francese), lo consentirono. Enzo Benedetto rinnova la sua arte in costante esaltazione di libertà. Sviscera le possibilità di una quarta dimensione nella bidimensionalità della tela. In un susseguirsi di bozzetti, a volte studiati per la pubblicità, a volte per assecondare quel suo desiderio d’evasione che lo portò anche a scrivere, nel 1930, il romanzo fantascientifico “Viaggio al pianeta di Marte”. Quello di Enzo Benedetto fu per sempre un volo artistico nell’infinito; una Visione onirica di multiple sensazioni. Con il Futurismo si apriva un secolo di poetiche, Enzo Benedetto, ne fu un suo fedele cultore; l’aedo della poetica marinettiana.

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=72582

video http://www.youtube.com/watch?v=T6nb245OfWE