venerdì 18 settembre 2015

19 SETTEMBRE EVENTO SAN PAOLO A SCANNO CON BRUNI, DE GIOVANNI, D'EPISCOPO, ROLANDO





Nella modernità la tradizione e il coraggio di San Paolo nel libro di Pierfranco Bruni al Premio Scanno 19 settembre dialogando con Giulio Rolando, Neria De Giovanni e Francesco D'Episcopo
Neria De Giovanni: "Il San Paolo di Bruni Un linguaggio nella contemporaneità con la cultura della tradizione".

Micol Bruni

 "E' come se parlasse il linguaggio della 'modernità' nella cultura della tradizione, che resta l'elemento portante per comprendere la figura di Paolo nella storia, nella teologia e nel tempo dei nostri viaggi. Lo scrittore è come se 'traducesse' nella contemporaneità la forza e il mistero di San Paolo". Sono parole di Neria De Giovanni che presenterà il San Paolo di Pierfranco Bruni. Neria De Giovanni, conoscitrice attenta della letteratura cristiana, ha letto nel libro di Bruni un Paolo che ha la lingua dei nostri giorni nella identità delle fedi.

Infatti attraversare la teologia di San Paolo è percorrere un viaggio tra fede, mistero e storia. Con San Paolo non si può prescindere dal rapporto tra archeologia e storia e tra mondo ebraico, cristiano e mediterraneo nella sua complessità. Una dimensione che pone una ragione d'essere anche in una lettura sia geopolitica che religiosa del Mediterraneo. Un Mediterraneo tra tre religioni che si leggono come filosofie, come teologie, come storia. Infatti il San Paolo di Pierfranco Bruni è un intrecciare il senso della religiosità con il mistero (ovvero misticismo) dei padri del deserto non dimenticando la storia. Il libro di Pierfranco Bruni su San Paolo: "L'altare della speranza. Paolo di Tarso, i linguaggi e la parola nella fede del viaggio" sarà presentato a Scanno per la XLII Edizione del Premio Scanno.
A discutere con Pierfranco Bruni, nell'aprire le manifestazione del Premio Scanno 2015 della Fondazione Tanturri, sabato 19 settembre alle ore 9.30, ci saranno Giulio Rolando, direttore de "Il Cerchio", Neria De Giovanni, Presidente Associazione Internazionale Critici letterari, Francesco D'Episcopo, Università Federico II Napoli e storico della letteratura. Sarà una importante discussione perché il legame è tra la religiosità, il carisma, le etnie, il Mediterraneo nei viaggi di San Paolo.

Tre sono i viaggi che compie Pierfranco Bruni con il San Paolo tra i linguaggi e la parola nella fede, come sottolinea Giulio Rolando, di recente pubblicazione (Prospettive Meridionali, collaborazione CSR – SLSI, e Progetto Etnie del Mibact).
Il primo disegna la teoria di un Mediterraneo geo-religioso vissuto tra terra e mare in una prospettiva che è quella della "metafisica della parola", come egli stesso afferma. Il capitolo ha questo titolo: "L'incontro con Paolo".
Il secondo è un percorso filosofico e teologico nel corso del quale si incontrano Pascal, Kierkegaard e anche Benedetto XVI. Ma il punto centrale resta il concetto mistico di "confessione" e di fede in un intreccio tra tempo e memoria. Da queste pagine, chiaramente, si evince la sua formazione filosofica esistenzialista che trova in Maria Zambrano il punto centrale di un incontro tra Platone e Agostino e prima ancora Seneca. Il capitolo ha questo titolo: "San Paolo e l'esistenzialismo cristiano".
Il terzo è tutto costruito su punti di riferimento che sembrano geografici, ma sono marcatamente spirituali, ovvero Damasco e Malta. Il viaggio, in fondo, lungo le rotte del Mediterraneo vive a Malta un approdo che è lo snodo dei venti e delle acque del viaggio. D'altronde il suo far scorrere il linguaggio tocca due porti metafisici: la civiltà e la tradizione. Il capitolo ha questo titolo: "L'altare della speranza". È il capitolo che offre la sintesi al libro.
Un capitolo finale "Un tassello per non concludere" chiude questo mosaico, che come dice spesso Bruni, resta sempre incompiuto. Un bel lavoro che vede la prefazione del Vescovo Vincenzo Bertolone e la posta fazione del giornalista Gerardo Picardo. Una splendida copertina di Valentina Marelli.

Un San Paolo dei viaggi lungo gli itinerari della fede nei Mediterranei delle civiltà. Un libro che si lega strettamente al romanzo "La pietra d'Oriente" (Pellegrini) che è stato già tradotto in diverse lingue e presentato di recente in Rai.










[Marco Vannini] 25 settembre: Le Riflessioni di Giaccherino




Le riflessioni di Giaccherino

Convento di Giaccherino, 25  settembre, ore 21

Via Scala di Giaccherino, 3 – 51100 Pistoia (PT) - Italia
Il paradosso della fede è che essa non è una credenza, da porsi accanto, sopra o sotto le conoscenze scientifiche. Come insegna Giovanni della Croce, la fede toglie via ogni credenza e ogni presunto sapere, conducendo a una "note", a un "niente sapere". La fede, infatti, in quanto tensione dell'intelligenza verso l'Assoluto, spazza via ogni relativo, ovvero riconosce la relatività di ogni preteso sapere. La "notte", il "nulla" cui incessantemente conduce è però una notte piena di ul ce, un nulla che è il Tutto, ove l'anima scopre di non essere altro dalla luce, ma la luce stessa.
Marco Vannini, scrittore e filosofo è uno dei più autorevoli studiosi italiani di mistica speculativa. Ha tradotto e curato l'edizione italiana di tutte le opere eckhartiane, diventando uno dei massimi conoscitori del pensiero del mistico renano.
Per partecipare all'evento è necessaria la prenotazione al numero di telefono 338 3596686 o scrivendo a: associazionegiaccherino@email.it

giovedì 17 settembre 2015

Fabrizio Resca, Odore di Russia (Este Edition). libro doc per l'autore di Ferrara, già segnalato su Rai 3 Radio Montecarlo Rai 2

TITOLO Odore di Russia

AUTORE Fabrizio Resca
ESTE EDITION FERRARA

Nato a Ferrara nel 1956, si è laureato in questa città con una tesi in antropologia culturale e svolge l'attività di tour leader professionista. Distintosi in vari concorsi letterari nazionali, ha esordito con la silloge di poesie Viaggio infinito (1989) a cui seguono Passi nella polvere (1991), Anime di passo (1998), Le nubi del Caribe, appunti di viaggio in poesia (1999), Fata Morgana (2000), Intervalli di Marea (2001), Il gioco delle Parche (2001), Poesie d'amore per donne senza indirizzo (con pseudonimo, 2010), Il riso e le libellule (2011), SMS Ermitage (2012), Insonni notti (2013), Naxuma (2015). In narrativa ha pubblicato Odore di Russia (1995-2003-2005), il romanzo breve Il volo del gabbiano azzurro (2002, Premio 'Niccolini', Ferrara 2003), Pensieri on the road, aforismi e citazioni in viaggio (Este Edition, 2007-2010), Un giro di piazza e altrove (Este Edition, 2011), nonché testi in varie antologie e riviste. Alcuni brani da suoi libri sono stati utilizzati in trasmissioni radiofoniche da RAI Radio 3, Radio Montecarlo, Radio 101, e televisive come Sì Viaggiare RAI 2.

GENERE Narrativa


PAGINE 200

 

ANNO DI PUBBLICAZIONE 2015

CONTENUTI

Con la sua vasta conoscenza dell'ex Unione Sovietica, Fabrizio Resca sposa in questo suo volume il metodo della osservazione partecipante, così caro agli antropologi, per ricostruire attraverso decine di testimonianze e microstorie quotidiane il pianeta 'Russia'. Dalla disgregazione del regime comunista emerge un universo contraddittorio, fatto di nuove mode e vecchie tradizioni che l'Autore esplora con straordinaria sensibilità, restituendoci dei Paesi dell'ex Unione Sovietica non astratte teorie di geografia politica, ma il sentimento della gente e del suo vivere quotidiano in una narrazione logica e significativamente non cronologica che simula il caos degli eventi succedutisi in quegli anni.

In libreria ELIZABETH JANE HOWARD, "Gli anni della leggerezza. La saga dei Cazalet"


In libreria ELIZABETH JANE HOWARD, "Gli anni della leggerezza. La saga dei Cazalet"
Versione web
Inoltra
Elizabeth Jane Howard
Gli anni della leggerezza
La saga dei Cazalet
Trad. Manuela Francescon /collana Le Strade /  pp. 606 / euro 18.50
Dopo la fortunata pubblicazione de Il lungo sguardo, proseguiamo con l'opera di Elizabeth Jane Howard proponendo il suo maggior successo: un romanzo raffinato ed emozionante che racconta le vicende della famiglia Cazalet alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale; una saga appassionante in cui le vite private dei protagonisti s'intrecciano con il destino di un paese sull'orlo di una crisi epocale.
L'opera in Inghilterra ha venduto oltre un milione di copie, mentre la BBC ne ha tratto un'apprezzata serie televisiva.
Il talento di Elizabeth Jane Howard, adorata matrigna di Martin Amis, è stato fin troppo a lungo oscurato dalla sua rara bellezza e dal suo anticonformismo. Oggi l'autrice viene finalmente riscoperta come una voce raffinata e rivoluzionaria, come una delle più importanti scrittrici del xx secolo.
    
Il libro È l'estate del 1937 e la famiglia Cazalet si appresta a riunirsi nella dimora di campagna per trascorrervi le vacanze. È un mondo dalle atmosfere d'altri tempi, quello dei Cazalet, dove tutto avviene secondo rituali precisi e codici che il tempo ha reso immutabili, dove i domestici servono il tè a letto al mattino, e a cena si va in abito da sera. Ma sotto la rigida morale vittoriana, incarnata appieno dai due capostipiti affettuosamente soprannominati il Generale e la Duchessa, si avverte che qualcosa sta cominciando a cambiare. Ed ecco svelata, come attraverso un microscopio, la verità sulle dinamiche di coppia fra i figli e le relative consorti. L'affascinante Edward si concede svariate amanti mentre la moglie Villy si lacera nel sospetto e nella noia; Hugh, che porta ancora i segni della grande guerra, forma con la moglie Sybil una coppia perfetta, salvo il fatto che non abbiano idea l'uno dei desideri dell'altra; Rupert, pittore mancato e vedovo, si è risposato con Zoë, un'attrice bellissima e frivola che fatica a calarsi nei panni della madre di famiglia; infine Rachel, devota alla cura dei genitori, che non si è mai sposata per un motivo ben preciso. E poi ci sono i nipoti, descritti mirabilmente nei loro giochi, nelle loro gelosie e nei loro sogni, in modo sottile e mai condiscendente, dalle ingenuità infantili alle inquietudini adolescenziali.Ma c'è anche il mondo fuori, e la vita domestica dei Cazalet s'intreccia inevitabilmente con la vita di un paese sull'orlo di una crisi epocale. Mentre le vicissitudini private dei personaggi vengono messe a nudo e vicende grandi e piccole intervengono a ingarbugliare le loro esistenze, si comincia a mormorare di una minaccia che viene dal continente, e che assume sempre più spessore nelle consapevolezze dei protagonisti, fino a diventare tangibile: la seconda guerra mondiale è alle porte.La prosa sapiente di Elizabeth Jane Howard, il suo sguardo acuto e la sua ironia tagliente ci accompagnano in queste pagine mano nella mano, fino alla fine di questo primo libro della saga dei Cazalet, lasciandoci con la voglia di andare avanti. 
«Era un'istintiva, con un occhio metaforico insolito e un orecchio fidato per una prosa veloce e ritmata. È stata la scrittrice più interessante della sua generazione. Ed è grazie a lei se sono uno scrittore» Martin Amis
«È una scrittrice che dimostra attraverso il proprio lavoro a cosa serve un romanzo... ci aiuta a fare quello che è necessario: aprire occhi e cuore» Hilary Mantel

«La sua scrittura è brillante. Ti fa ridere, a volte ti sciocca, e spesso ti fa piangere» Rosamunde Pilcher
 


Le prime reazioni della stampa:

«Una saga familiare doc, un puzzle appassionante»
Irene Bignardi, Vanity Fair

«Eccellente qualità, un libro di straordinaria piacevolezza»
Mario Fortunato, l'Espresso
 

«Un romanzo affascinante che cattura il lettore»
Elisabetta Rasy, Il Sole 24 Ore
 

«Una lettura emozionante sia della Storia che delle storie»
Irene Bignardi, la Repubblica

 
Elizabeth Jane Howard
(1923-2014). Figlia di un ricco mercante di legname e di una ballerina del balletto russo, ebbe un'infanzia infelice a causa della depressione della madre e delle molestie subite dal padre. Donna bellissima e inquieta, ha vissuto al centro della vita culturale londinese della seconda metà del Novecento e ha avuto una vita privata burrascosa, costellata di una schiera di amanti e mariti, fra i quali lo scrittore Kingsley Amis. Da sempre amata dal pubblico, solo di recente Howard ha ricevuto il plauso della critica. Scrittrice prolifica, è autrice di quindici romanzi. La saga dei Cazalet è la sua opera di maggior successo, con un milione di copie vendute. Nel 2014 Fazi Editore ha pubblicato il suo romanzo Il lungo sguardo. Di prossima pubblicazione anche gli altri quattro volumi della saga dei Cazalet.
 

Su Il lungo sguardo è stato scritto: 
«Con distacco glaciale, esattezza botanica e acuminata capacità di penetrazione psicologica, Howard racconta i cambiamenti della società e di una persona nel tempo». Melania Mazzucco, la Repubblica
«Possiede la rara dote dell'eleganza della verità». Livia Manera, La Lettura - Corriere della Sera
«Una splendida fotografia della borghesia inglese nell'immediato secondo dopoguerra, delle sue illusorie certezze e delle sue feroci convenzioni». Paolo Bertinetti, Ttl - Stampa
«La voce potente e sicura di chi conosce molto bene la letteratura e le sue conseguenze». Elena Stancanelli, D di Repubblica
«Un romanzo indimenticabile». Silvia Pingitore, il Venerdì di Repubblica
 

mercoledì 16 settembre 2015

L’antropologia della fede nell’Altare della Speranza di Pierfranco Bruni. Si discute a Scanno il prossimo 19 settembre di Giulio Rolando

 





L'antropologia della fede nell'Altare della Speranza di Pierfranco Bruni. Si discute a Scanno il prossimo 19 settembre



di Giulio Rolando*



Pierfranco Bruni è da anni che lavora alla figura di San Paolo. Dopo alcuni testi dedicati alla linea cristiana giunge questo nuovo scavo nella sua ricerca di uomo di fede: da San Francesco di Paola a San Giovanni Paolo II, da San Giuseppe Moscati a San Nicola da Longobardi a San Lorenzo Martire, da Santa Teresa d'Avila, alla quale ha dedicato, proprio nelle settimane scorse diversi scritti, al viaggio di San Paolo.
Sabato  19 settembre prossimo, a Scanno si parlerà di San Paolo e il Mediterraneo.
Si svolgerà un'ampia e articolata discussione sulla figura di San Paolo grazie alla presentazione del libro di Pierfranco Bruni dal titolo: "L'altare della speranza. Paolo di Tarso. I linguaggi e la parola nella fede del viaggio".
A discutere sul libro di Bruni sono stati chiamati Francesco D'Episcopo, Università Federico II di Napoli e Neria De Giovanni, Presidente Associazione Internazionale dei critici letterari. I lavori saranno coordinati da chi scrive.  L'incontro è fissato per le ore 9.30 nella Sala dell'Auditorium "Guido Calogero" di Scanno. Il Saluto di Benvenuto è affidato  alla principessa Alessandra Schoenburg Tanturri, Presidente Fondazione Tanturri, a Paolo De Nardis, Segretario Generale della Fondazione e al Sindaco di Scanno Pietro Spacone..

Paolo di Tarso e il Mediterraneo, il segreto di un viaggio che è racconto di lotta e di fede. È il primo punto che scorre lungo le pagine del nuovo libro di Pierfranco Bruni che si accompagna ad un romanzo pubblicato proprio negli stessi mesi di quest'anno "La pietra d'Oriente", nel quale oltre Paolo si trova un dialogare tra Gesù e Giuda.
 
La Parola e l'agorà, fede e cultura,  sono coordinate che Pierfranco Bruni pone al centro de "L'altare della speranza. Paolo di Tarso. I linguaggi e la parola nella fede del viaggio" (Edizioni Prospettive meridionali, prefazione di mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo di Catanzaro-Squillace e postfazione di Gerardo Picardo, copertina di Valentina Marelli).
Pagine che hanno come chiave di lettura la riflessione il tema della ricerca. Il libro di Pierfranco Bruni su San Paolo è parte integrante del Progetto Etnie diretto proprio da Pierfranco Bruni, del Ministero beni e attività culturali e turismo.
Un viaggio per mare e tra porti, scrive Bruni, geografia dei luoghi e dell'anima, perché "proponendo i viaggi di Paolo si ha la possibilità di 'vivere' le vie del Mediterraneo non solo come luoghi depositati nella storia o come significativi pellegrinaggi dello spirito ma come vere testimonianze di una civiltà che non ha mai perso il suo fascino tra i luoghi del sentire, del sapere e dell'essere". Vangelo di strada e occhi che si alzano verso il mistero.

Paolo è per Bruni "L'Apostolo del Mediterraneo, o meglio dei Mediterranei. Ha viaggiato i luoghi tra Oriente e Occidente nel nome della fede. E' sulle rotte del Mediterraneo che le civiltà possono ancora parlarsi. Parlandosi ci si incontra. L'incontro è sempre un ritrovarsi tra le ore del tempo. L'antropologia del sempre è nello scavo delle esistenze".

Almeno tre percorsi si rintracciano in questo studio di Pierfranco Bruni.
1.Il luogo come geografia di un viaggio tra gli spazi del Mediterraneo.
2.Il rapporto religioso e filosofico tra la parola di Paolo e l'esistenzialismo cristiano.
3. La visione tra cultura e civiltà nella tradizione paolina.

Uno scavo che non è, per Pierfranco Bruni, soltanto ontologico ma personale. Infatti, Bruni è come se dialogasse costantemente con Paolo ed è come se fosse un riferimento in una dimensione in cui la scrittura è comunicazione. Ma è soprattutto perno fondamentale tra Occidente ed Oriente.
Paolo rappresenta l'Uomo che esce dal sottosuolo per offrire la Grazia attraverso la testimonianza, la parola, la fede.
Non è una biografia su Paolo e neppure un mosaico teologico. Piuttosto è un raccontare Paolo vivendolo nella sua confessione e nella sua conversione.

Giulio Rolando, Direttore de "Il Cerchio"