Dinaminismo X: Intervista a Rita Stanzione

Dinanimismo 2009- 2019, autori vari, a cura di Zairo Ferrante e Roby Guerra (Asino Rosso eBook, 2019)

Intervista a Rita Stanzione (Autore)

La poesia come Fare Anima  nell'era del computer?

Per Fare Anima la poesia è stata in grado di adeguarsi al mondo digitale. Elargita quotidianamente da una miriade di voci, fruita come realtà immediatamente raggiungibile, letta, scaricata, archiviata e rintracciabile con un click. Forse tanta celerità e abbondanza penalizza quel respiro del tempo che andrebbe dedicato alla lettura profonda di un testo o di una raccolta, rischiando di trasformare anche la poesia in un'esperienza superficiale presto dimenticata. Di contro, con l'era del computer si è realizzata la possibilità di conoscere autori meritevoli altrimenti non divulgati, scoprire temi e cifre stilistiche  vicini alle propensioni personali e anche orientarsi nell'ampliamento della propria libreria, materiale o virtuale.

Uno zoom  autobiografico?

Ho iniziato a scrivere, senza averne in precedenza precisa intenzione, in tempi relativamente recenti. Si è trattato di un momento in cui sentivo il bisogno di raccogliere e conservare immagini nitide e forti, dare i dettagli alla luce. La passione è cresciuta e da allora non ho smesso di afferrare l'istante, fissare il pensiero: sensazioni, ricordi, osservazioni e visioni altrimenti perduti in luoghi vaghi della memoria, magari mai più recuperati. Credo che la poesia debba concedere un margine d'immaginazione, come un'ombra o rigo bianco, prendere strade diverse (e complementari) a seconda del lettore, finire in atmosfere che forse non erano del tutto palesi al momento della creazione, sempre che le suddette atmosfere non si allontanino troppo dalle origini.  


Il dinanimismo, la tua personale visione?

Il dinanimismo per me è flusso poetico che si rivolge alle coscienze, una voce collettiva sul bisogno di mantenere alta la sensibilità verso fenomeni che riguardano l'uomo, la natura, la società. Un messaggio in evoluzione, con il principio di fondo di cercare la bellezza e di contro ribellarsi a brutture e oscurantismo.

Il futuro della poesia, come lo immagini?

La poesia è una necessità, come lo sono tutte le arti. È capace di intersecare immaginazione e realtà, sfociando in una consapevolezza speciale di profondità. Avrà sempre interpreti e cultori, quindi non può che continuare il suo corso, magari in forme rinnovate rispetto ai canoni tradizionali, più vicine alla prosa

Qualcosa che non ti abbandona?

Un pensiero che mi assilla è quello del tempo cronologico che non si lascia modellare dalle necessità, con la conseguente caducità degli attimi preziosi vissuti. Un sogno sarebbe addomesticarlo al tempo interiore, farne una sorta di scultura che non si lasci scalfire dagli avvicendamenti, dalle galoppanti stagioni. Forse è stata tale ossessione una delle spinte maggiori a che intraprendessi la strada della poesia.

 

 

Nota biografica

Rita Stanzione, nata a Pagani, risiede attualmente a Roccapiemonte (SA). È stata per sette anni a Milano, dove ha avuto inizio la sua attività lavorativa di docente nella scuola primaria, che continua tuttora con la specializzazione per la disabilità. Ha proseguito gli studi nell'ambito delle Scienze Agrarie.

Si dedica alla scrittura di poesie, comprese brevi composizioni in metrica (haiku, tanka, Petit-Onze e altro). Di recente ha iniziato a comporre racconti brevi e ha preso parte a un romanzo collettivo di prossima uscita. Pubblica i suoi testi in più siti letterari e fa parte, insieme ad altri autori, del blog di poesia Comelacquasuisassi.


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