Dopo Roger Ballen, intervista alla curatrice e promoter Annarita Rossi

a  cura di R. Guerra

L'anno 2018   a Ferrrra, presso  Idearte Gallery una piccola grande mostra a cura di Annarita Rossi, nota  animatrice culturale e  critica d'arte emiliana,  di valenza speciale,   non  altrettanto ottimizzata dall'ambiente culturale e istituzionale ferrarese, nonostante  l'ottima special  guest di IdeaArte stessa (PaoloOrsatti ecc.,  figura be nota  a Ferrara da molti anni, ma  sempre scomodo per certa casta istituzionale local: comunque per il protagonista fotografo della mostra parla anche  Wikipedia in termini oggettivi.  Abbiamo, anche retrospettivamente apprfondito comunque la dinamica globale della sinergia  Annarita Rossi e Roger Ballen, anche in prsopettiva futuribile...

D: Roger Ballen con Alo a Ferrara, un grande fotografo internazionale e un grande post street art originale ferrarese, un approfondimento?

Risposta: Questa esposizione a Ferrara è nata, come altre del passato, da una specie di richiamo. Fortissima la voce di Roger Ballen, geologo dell'anima come mi piace definirlo, che salta anzi scavalca le correnti artistiche sia contemporanee che del passato, e in questa giungla fatta spesso di superficialità, in un certo senso di aforismi artistici, lui scava nel profondo di noi stessi, ci impone, uno specchio di noi stessi.
Con il filtro di una elaborazione personale fatta di elevata consapevolezza e ricerca psicologica e sociale, le opere di Roger, scavano in noi, ci accompagnano nelle domande esiziali, come segnalazioni nel buio, opere che sono specchi del nostro interrogarci, e in cui è accolto e accettato che il mistero rimanga mistero, ma nel ricercare al suo interno, capiterà probabilmente di incontrare noi stessi e i nostri stessi misteri. Una sorta di incoraggiamento in cui Roger ci spinge a percorrere senza paura vicoli bui in visione di una luce. La missione dell'arte in questo caso, la missione che sente l'artista è compiuta e generosa.
Gli squarci che apre, sul degrado della sua Johannesburg come di qualunque altro angolo, sono il proseguimento di una ricerca nel mistero-uomo, nel mistero spirito e universo. e non fa sconti, addolcimenti, non alza le difese che umanamente spesso alziamo per non vedere. Questo è l'insegnamento maggiore, attraversare con coraggio questo buio, perchè questo siamo noi, ma per trovare la luce che, di nuovo, è sicuramente in noi, senza scappare ancora e sempre da noi stessi.
Carlo Andreoli Alo, artista pop street, che dalla strada irrompe con il suo urlo, unito a R.Ballen nella mostra recente di Ferrara poichè uniti dalla stessa spinta espressiva, le opere di Alo, come quelle di Roger Ballen, risultano essere specchi, qui rispecchiano l'immagine della società. Sono piccoli frammenti, particelle, particolari. Cattura squarci e usa il linguaggio della strada, racconta con grafiti, spesso sgrammaticati o provocatoriamente sarcastici. Strappa pezzi di manifesti dai muri della strada Alo perchè trova l'ingiustizia per cui "gridare" una prossima tela in quel brandello di carta, perchè in lui l'ingiustizia sociale non può essere accettata o nascosta, è impellenza creativa ma soprattutto di coscienza. L'unione di questi due artisti nella stessa mostra non è stato determinato da uno stile artistico comune, ma da una vicinanza più profonda, la stessa percezione della propria "missione" artistica, in cui la diversità di stile e tecnica è un valore aggiunto, un colore inaspettato. Con i fili che l'arte spesso collega senza chiederci il parere, è dolcissimo ricordare che Alo più di dieci anni fa aveva dipinto un quadro intitolato BALLEN+ALO.. senza immaginare che avrebbe esposto insieme a lui, ma è bello sapere che gli stessi invisibili fili volevano in questa mostra BALLEN+ALO.

D- La tua impresa della nuova bellezza è una sorta di iitinerante astronave d'arte in viaggio nell'arte contemporanea, uno zoom?

Risposta: Un astronave è troppo piccola per contenerci tutti, in realtà vorrei che l'arte fosse davvero per tutti! La bellezza e una dimensione salvifica e quindi più che uno zoom veloce, l'impresa è cercare di riportarla nei nostri giorni e in quelli a venire.
Non è sbagliato che tutti si esprimano artisticamente, ma il segreto è l'umiltà. Il linguaggio artistico e creativo, deve fare parte della nostra vita e la sua espressione può essere terapeutica e importantissima, ma non è l'obbiettivo il risultato, bensì l'esperienza. Anche l'umiltà è bellezza!

D- L'arte contemporanea oggi è ancora Libertà o un Simulacro?

Risposta : l'arte di oggi, mi sembra sia nella condizione del nostro pianeta, cioè inquinata e sbandata. Forse è difficile tenere lo sguardo su quello che è autentico, e l'arte come sempre, ci rappresenta, quindi oggi rappresenta il nostro spaesamento, tutta la finzione che ci sommerge, e spesso si esprime in questa forma, quella della finzione. La sua purezza è corrotta, scavalcata da interessi diversi e lontani, non può essere libertà se il mercato dell'arte e la corruzione dell'arte ne segnano i percorsi. Infine, come noi è sotto l'ombra del Moloch! Ma esiste una capacità nell'uomo, di risorgere dalle

proprie ceneri e artisti che sono stati una salvezza e lo sono ancora. Nelle due parole bellezza e libertà si muove e respira il sogno di questi artisti autentici... e anche il mio. L'arte contemporanea non è libertà, io credo che continuerà a seguire e a rappresentare il nostro percorso, quindi, per favore, scegliamo di nuovo la nostra libertà!...



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