Angelica Negretti It's not the end (Sovera edizioni) recensione


Credi sempre nei tuoi sogni e non
smettere mai di sperare …
… anche quando tutto sembra
finito, in realtà non è mai la fine …
… It's not the end …


Già autrice di Never stop dreaming (sempre da Sovera) con la stessa protagonista Stella, Angelica Negretti replica con un inno new age quasi, al mistero e al potere del Sogno. Il romanzo, scritto, con un linguaggio apparentemente "semplice" d' altri tempi, in realtà si rivela via via quasi come una lunga fiaba moderna, atemporale: i personaggi, il profondo cuore dei due innamorati Stella e Corrado sono illustrati senza fronzoli intellettuali superflui, quasi come schizzi intenzionalmente incompiuti e tipici sia della tradizione fiabesca che certi romanzi popolari del primo novecento Ma attenzione, la storia improvvisamente è contaminata da feroci apparenti omicidi e da una serie impressionante di episodi bullistici contro il figlio Konrad, di nuovo quella "violenza" spesso malcelata nelle favole stesse di un tempo.
Come accennato e riassumendo atemporali: la scuola dove il povero Konrad è quasi seviziato da un compagno di scuola delinquente, riflette certo andazzo di decenni fa (sempre esistito il bullismo, con insegnanti e presidi ciechi o attenti solo al prestigio istituzionale,  in altra sequenza topica...  la polizia stessa poco propensa ad indagare per pregiudizi a priori, come nella scomparsa di Corrado archiviata per suicidio, in quanto musicista, recidivo e già in carcere - pur per legittima difesa per salvare la moglie musa - , " eliminato" da incredibili e sfortunati incontri o vissuti quotidiani e lavorativi – altra evocazione di certe dinamiche magiche - facendolo credere un banale tossicodipendente.
Stella e Corrado come un Principe Azzurro e una Principessa,  il piccolo Konrad come il Piccolo Lord per la bellezza rara, biondo e con gli occhi blu del padre: dato per morto per 11 anni e ricordato dal ragazzo solo grazie a una Stanza segreta dove la madre Stella distrutta per sempre aveva conservato per oltre 10 anni la chitarra del padre e altri oggetti, poster ecc che gli appartenevano:
e il ragazzo scopre il suo stesso Dna di musicista, oltre l'incredibile somiglianza fisica con il Padre perduto.
Il singolare " lieto fine", leggi un inno alla famiglia ideale, compresi i fratelli di Stella, la sorella Aurora e il il fratello Gay... Michael, ma anteriore in certo senso, poi rovinato dalla scomparsa di Corrado, è attraversato però non dalla tradizione pura, ma da una non prevedibile filosofia di vita moderna: Corrado " femminista radicale e musicista pop", la madre Stella in aperta sfida con insegnanti quasi sadici come il Bullo criminale.
Il quasi finale è sorprendente:
altra coincidenza fiabesca, il figlio Konrad è salvato a Venezia (città agognata in quanto simbolo del padre a suo tempo in concerto nella città magica per eccellenza al mondo, durante una gita scolastica) dal solito delinquente e le grinfie di Bull , omofobo o semplicemente quasi un Orco persino... mannaro.., deciso con i suoi scagnozzi a ucciderlo, proprio da Corrado casualmente, persino ignavo, visto che aveva perso la memoria per il tentato omicidio (e il mandante – altra coincidenza – un altro sadico a suo tempo datore di lavoro di Stella – e persino Bull nipote di tal diversamente mafioso).
Il tutto, intervallato da citazioni esclusivamente pop, da David Bowie, ai Beatles a Kurt Cobain...

a cura di R. Guerra