PER L'ITALIA LA CINA E' SEMPRE STATA VICINA 3- (fine)

Tuttavia il quadro delle relazioni italo-cinesi del tempo non sarebbe completo se non si facesse memoria del fatto che la presenza italiana in Cina fu legata soprattutto alla costruzione di una locale industria aeronautica (che ho ricordato già in altra occasione, anche su Asino Rosso). Base finanziaria dell'accordo fu, ancora una volta, l'Indennità Boxer: il suo condono formale era tacitamente connesso con l'accordo che la remissione avveniva per contribuire allo sviluppo industriale cinese. Con l'arrivo del generale Lordi nell'ottobre del 1933, una missione militare italiana viene stabilita a Nanchiang (Kiangsi), dove l'anno dopo si trasferisce anche il quartier generale dei nazionalisti cinesi, i cui responsabili nominano il generale Lordi loro consigliere-capo. La storia del Consorzio Aeronautico Italiano per la Cina, fondato nel 1934 e con uffici a Milano e a Shanghai, apre una serie di iniziative ed attività industriali, dietro le quali sembrano esservi disegni di occupazione di un'ampia parte di territorio cinese, in caso di invasione giapponese. E' dunque in questo contesto economico-militare che bisogna valutare la presenza del giurista italiano Attilio Lavagna come consigliere giuridico in Cina. Forse il fatto che il codice penale della Cina nazionalista sia nato in questo clima di cooperazione con il regime fascista può in parte spiegare le successive vicende della legislazione penale cinese. Ma l'argomento sarà oggetto di altra e separata nota. La storia delle vicende relative ai rapporti italo-cinesi non finisce qui, ma riprenderanno, sotto la Cina comunista, soprattutto dopo il riconoscimento diplomatico della RPC maoista a partire degli anni Sessanta del XX secolo in un quadro internazionale in movimento, anche alla luce del dissidio ideologico-strategico tra la Cina comunista e la Russia sovietica. Il resto è storia recente. 3- (fine)
Casalino Pierluigi