Strage di Manchester, la fine della civiltà? Islam incompatibile?

di R. Guerra



E' legittima difesa il libero pensiero politicamente e mediaticamente scorretto?


Ci risiamo, come purtroppo notissimo: qualche giorno fa  alla fine di un concerto pop, a Manchester, di Ariana Grande, ennesimo nuovo attentato, con molte vittime di giovani fans, dopo mesi più o meno di cosiddetti lupi solitari, di  matrice islamico radicale. Tutto però - come al solito..  appare ovattato, media buonisti e giustificazionisti in prima linea, anche se nel web e non solo troppi esultano in nome di Allah....


Le responsabilità indicibili dell'Unione Europea

Le polemiche sono fin troppo note e da anni: da un lato i governi dell'Unione Europea (tranne poche eccezioni) che giurano sempre sulla lotta antiterrorismo contro il radicalismo islamico, con i soliti copioni dell'integrazione migrante e della differenza assoluta tra Islam e radicalismo. Anzi fondamentale combattere con altrettanta veemenza i cosiddetti movimenti populisti razzisti e xenofobi. Quest'ultimi che respingono le accuse, chiedono la fine dell'Unione Europea inetta e meramente affaristica e dichiarano certa incompatibilità tra Religione Musulmana e valori democratici ed occidentali. Stop al cavallo di troia , come giudicato, della strumentale questione dei migranti dall'Africa ecc., a moschee e necessarie moratorie sovraniste...

In ogni caso i fatti, puntuali e sempre in crescita esponenziale, hanno generato in Europa praticamente uno stato di terza guerra mondiale inedita e di insicurezza generalizzata: e nei fatti il fallimento dell'Unione Europea nella gestione sia dell'antiterrorismo che degli sbarchi migranti, probabilmente non è solo una opinione politicamente scorretta.


Le responsabilità indicibili dei Media

In nome della non esasperazione delle opinioni pubbliche e dei popoli europei, gran parte dei principali media europei hanno fatto proprio una sorta di censura e di linguaggio da quasi mincul pop cosiddetto politicamente corretto sul fenomeno del terrorismo islamico radicale. Nonostante gli stessi leader radicali islamici abbiano solarmente proclamato da qualche tempo le strategie fai da te dei cosiddetti lupi solitari, ad esempio, molti attentati diventano sui media principali episodi di soggetti disturbati mentalmente o puntualizzano la nazionalità autoctona, ragionando praticamente alla rovescia. Se un attentatore ha la nazionalità ad esempio italiana o francese o britannica, pur essendo di chiara origine famigliare africana o araba, musulmana, di seconda o terza generazione, al contrario tale contingenza sempre più diffusa – secondo logica preventiva antiterroristica- confermerebbe ancor di più- le analisi populiste di frenare e rallentare gli sbarchi dei migranti originari. Cosi invece è come un computer senza antivirus, con una metafora.

Soprattutto la cosiddetta neolingua dei media ha forse ridotto gli attentati terroristici? I fatti dimostrano il contrario. Di questo passo, nessuno potrà sorprendersi se via via la percezione dell'opinione pubblica verso l'Unione Europea in tema di sicurezza e sui Media principali come diversamente fake news, compresi magari verso i centomila manifestanti pro migranti di Milano recentissimi, sarà quella di mandanti "morali" del terrorismo islamico.

Come, in fondo, oggi scriverebbe la stessa Oriana Fallaci nelle sue famose previsioni sociali sul futuro occidentale e l'Islam. E come ha scritto anche recentemente lo stesso scrittore e saggista del Mibact, Pierfranco Bruni nel suo ultimo saggio "... Il duemila dopo il novecento aspaziale" (Asino Rosso) proprio ricordando la Fallaci e il suo "messaggio" sempre inascoltato: "Se l'Italia avesse coraggio, se la scuola italiana avesse coerenza, identità e fortezza, se gli intellettuali ragionassero con l'anima e con le appartenenze geo-politiche e non ideologiche, se le università conoscessero la grande storia dell'incontro tra Occidente ed Oriente, se i cattolici e la chiesa fossero veri cristiani e non clerico comunisti… dedicherebbero, in questi giorni, seminari, incontri, convegni su una grande donna che si chiama Oriana Fallaci.