LA LEZIONE DI TUCIDIDE

Di molte delle relazioni politiche si occupò Tucidide nella sua STORIA, opera certamente di respiro storico e non strettamente politico, ma così speciale da prospettare un disegno di interpretazione politica che ancora oggi fa testo. Cogliendo il senso del patriottismo in chiave nazionalistica, anticipò i disastri di quest'ultimo che dal primo conflitto mondiale, passando dal secondo, continua ad arrecare danni tangibili negli affari mondiali. Tucidide, tuttavia, pur non proponendosi di cambiare la natura umana, è ben lungi dal credere che non si possa fare nulla per migliorare la società. Non c'è nessun destino ineluttabile che trascini l'uomo verso la propria sorte e così al pari di quello che insegnerà l'arabo Ibn Khaldun. Esiste è vero una necessità delle cose, ma ciò è diverso dal fatalismo e dal rimanere inattivi, sia per disperazione che cieca speranza nella provvidenza. Tutte queste considerazioni dimostrano comunque che lo scopo primo di Tucidide nella sua opera è quello della ricerca della verità storica, non della verità filosofica. Da vero greco scrisse pensando alla sua città; tutto quanto faceva era per essa, anche durante l'esilio. Ma non si servì della Storia per proporre proporre una teoria politica; si valeva della politica per scrivere la storia, una storia che è pervasa da quella tuke, che non è la buona sorte o la mera fortuna, ma la capacità e l'intelligenza di chi regge gli Stati.
Casalino Pierluigi