L'Islam visto da Jelloun come base per una miglior comprensione tra i popoli.

PIERLUIGI CASALINO
Di recente la Corte penale internazionale ha condannato per crimini di
guerra Ahmad Al Mahdi Al Faqi, esponente di spicco degli islamisti del
Mali, a nove anni di reclusione per aver partecipato nel 2012 alla
distruzione dei mausolei di Timbuctu. Si tratta della prima sentenza
ufficiale che sancisce la reazione della pubblica opinione e del mondo
civile nei confronti della barbarie fanatica dell'estremismo islamico.
Si attende un'analoga e più severa decisione contro i responsabili
della distruzione dei tesori di Palmira, cioè l'Isis. Ma si attende
una più ampia e sensibile reazione alla deriva terroristico-religiosa
di stampo neo-islamico da parte di tutta l'umanità, inclusa quella
musulmana. In una bella intervista rilasciata dallo scrittore
marocchino, parigino d'adozione, Ben Jelloun, in occasione della
rassegna genovese "Jihad, Islam ed Europa. L'intellettuale maghrebino
fa il punto sui danni provocati dalla tragica caricatura dell'Islam
rappresentata dall'Isis e consimili: "L'Islam, dice Jelloun, è una
religione monoteistica che può essere praticata in modo intelligente
oscuro, retrivo. Bisogna ristabilire la verità su questa religione
che, come del resto il Cristianesimo stesso, è percorsa da correnti
diverse, fra cui anche quelle violente". Il pensiero di Jelloun
esprime da sempre tutto lo sdegno dei musulmani moderati di fronte al
fondamentalismo che rovina la fede in Allah, anche grazie ad
innegabili colpe dell'Occidente. Jelloun sostienetuttavia, che se
l'Islam è ora fonte di problemi, presto l'anima umanistica e culturale
di quella cultura riprenderà il sopravvento anche gli insospettati
valori laici che innegabilmente contiene. A questo proposito secondo
l'autore marocchino, sarà la donna a sconfiggere l'integralismo,
attraverso una lettura critica, ma autentica del messaggio islamico.
Non è un caso infatti che da tempo istanze moderne e più aperte
segnano il mondo arabo-islamico pur dietro l'assordante propaganda
radicale. Due visioni della realtà si fronteggiano nell'islam, dunque,
quella di un'interpretazione metaforica e razionale (che recupera in
larga misura la grande lezione di Ibn Rushd, cioè l'Averroè dei
latini) e quella letterale ed ottusa  di chi legge i testi in chiave
asimbolica e politica.La via di Allah, a detta, infine, di Jelloun,
non quella della retriva retrospettiva di un mondo che n on esiste, né
mai è esistito, ma quella che affonda le radici in quella miracolosa e
modernissima stagione razionalistica che fu l'Arabismo classico, i cui
mentori non furono certo influenzati dalle dottrine deformanti del
fanatismo.Questa è, per concludere, la premessa su cui basare il
rilancio dell'idea di dialogo e di collaborazione tra le civiltà in
vista di tempi nuovi di pace e di prosperità.
Casalino Pierluigi,