Ferrara, M. Bianchi intervista Elio e le Storie Tese Futuristi, a Copparo il 7 maggio



da Nuova Ferrara   Matteo Bianchi
(estratto)

Elio porta a teatro il viaggio dei “Fu... Turisti”

Il popolare cantante sarà a Copparo: «Quel movimento portò innovazioni». E regala una massima di Marinetti alla Nuova

Da decenni i ferraresi vantano, almeno alcuni, di essere futuristi sino al midollo. Eppure pare che di futuristico, ma anche di semplicemente futuribile, questo ducato ingiallito dal mais abbia ben poco, se non nelle chiacchiere rinascimentali. A portare qualche risata consapevole, perciò, passerà Elio di Elio e le Storie Tese con i suoi look imprevedibili e l’irriverente “Fu… Turisti”, giovedì 7 maggio, sul palco del Teatro De Micheli di Copparo.
“Fu… Turismo”: un titolo o uno scherzo? Magari si prendevano troppo sul serio?
«Mannò, è uno stupidissimo gioco di parole - risponde -, che racconta il viaggio immaginario di una pattuglia di futuristi; per cui “turisti”. E “fu” siccome si parla di persone che non ci sono più. Scherzi a parte, il movimento conteneva novità e concetti rivoluzionari che, personalmente ma assai inconsciamente, ho fatto miei quando ho cominciato a lavorare in scena».
Ad esempio?
«Penso al trattamento che i futuristi riservavano al pubblico, per fare in modo che non si addormentassero a teatro, e alle provocazioni per mantenere alta l’attenzione. Oppure all’uso delle parole più per il suono che per il significato, specialmente nel primo periodo della nostra carriera».
Perché poi sono stati sottovalutati?
«A causa della fase storica, essendo molto vicini alla destra, sono stati ignorati. Ricordo che a scuola il Futurismo si saltava completamente in letteratura italiana. Fortunatamente oggi l’effetto deleterio del fascismo s’è esaurito e si riconosce il valore dell’arte di allora in modo più imparziale».
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