La collezione Sgarbi spopola in Spagna

Se c'è un luogo comune inscalfibile su Vittorio Sgarbi è quello che lo vuole antipatico e insopportabile «però certo, quando parla d'arte...».










Ecco, il problema è che anche quando parla d'arte pochi lo ascoltano. Ed è un peccato, perché al netto del fatto che sia davvero insopportabile, Sgarbi l'arte non solo la conosce, ma la ama in modo passionale, come dimostra la straordinaria collezione accatastata tra la casa di famiglia a Ro Ferrarese e, in parte, nella sua residenza a Palazzo Massimo a Roma.
Il fatto è che Sgarbi da anni vorrebbe portare le proprie opere in giro per l'Italia, esporle nei musei e (fosse anche un riflesso del proprio inguaribile narcisismo) farle ammirare da più persone possibile, più di tutte quelle che trascina ogni volta che può nel grande casale ferrarese, dove ancora vivono mamma e papà Sgarbi, senza più spazio vitale, stretti fra quadri, tele, statue, libri, cataloghi... Una collezione di quattromila opere, di cui almeno cinquecento «di alto rilievo», come dice il critico-professore, cioè «degne di essere viste». E perché siano «viste», Sgarbi le ha provate tutte, in Italia, e gli è andata male. Così è finito all'estero... Oggi un'esposizione dal titolo Il Giardino segreto, curata da Pietro Di Natale, con una cinquantina di selezionatissimi pezzi - capolavori di maestri della pittura italiana come Lorenzo Lotto, Tiziano Vecellio, Guercino, Antonio Cicognara, Veronese, Artemisia Gentileschi, Giambattista Piazzetta, Guido Cagnacci, Nicola Malinconico... - è visibile nella città spagnola di Burgos (fino a gennaio). Poi andrà ad Andorra, e ad agosto 2014 volerà a Città del Messico....... CONT

Il Giornale