La Poesia dinanimista No War

FERRARA  by  Zairo Ferrante

Movimento Dinanimista NO WAR!!! ALLA POESIA IL PREMIO NOBEL PER LA PACE

kim puc,.jpg*ALLA POESIA IL PREMIO NOBEL PER LA PACE

*Estratto dal libro " I bisbigli di un'anima muta" di Zairo Ferrante ( CSA-editrice 2011 )


 

Ora voglio parlare di Pace, senza scomodare Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela o Capitini (Quest’ultimo non premio Nobel per la Pace, ma semplicemente uomo illuminato e massimo esponente del movimento Nonviolento italiano), così immensi e impossibili da imitare. Ora voglio raccontare la Pace, senza tirare in ballo Obama, anche se ha vinto il “Nobel per la sincerità 2009”, in quanto dopo tanti anni è stato il primo a parlare di guerra evitando il divertentissimo, ma lunghissimo e difficilissimo nome di: “EsportazioneDiDemocrazia” (spero si scriva così perché nel mio Devoto Oli tale termine non compare). Ora voglio osannare la Pace descrivendo la guerra e lo faccio tramite le parole di un Poeta, scrittore, ingegnere, traduttore, trombettista e cantautore francese, nato nel 1920 e morto nel 1959. Il suo nome è Boris Vian (pseudonimo Vemon Sullivan) che il 27 maggio del 1954, giorno della disfatta Francese nella battaglia di Dien Bien Phu ( villaggio del Vietnam settentrionale), e data che segna la fine della guerra in Indocina, pubblicava la sua Canzone-Poesia più volte censurata a livello internazionale dal titolo:

 


IL DISERTORE
In piena facoltà
egregio presidente
le scrivo la presente
che spero leggerà.
La cartolina qui
mi dice terra terra
di andare a far la guerra
quest’altro lunedì.
Ma io non sono qui
egregio presidente
per ammazzar la gente
più o meno come me.
Io non ce l’ho con lei
sia detto per inciso
ma sento che ho deciso
e che diserterò.
Ho avuto solo guai
da quando sono nato
i figli che ho allevato
han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà
ormai son sotto terra
e a loro della guerra
non gliene fregherà.
Quand’ero in prigionia
qualcuno mi ha rubato
mia moglie e il mio passato
la mia migliore età.
Domani mi alzerò
e chiuderò la porta
sulla stagione morta
e mi incamminerò.
Vivrò di carità
sulle strade di Spagna
di Francia e di Bretagna
e a tutti griderò.
Di non partire più
e di non obbedire
per andare a morire
per non importa chi.
Per cui se servirà
del sangue ad ogni costo
andate a dare il vostro
se vi divertirà.
E dica pure ai suoi
se vengono a cercarmi
che possono spararmi
io armi non ne ho.

 


Questa Canzone-Poesia, tradotta in italiano da Giorgio Calabrese e prima ancora da Luigi Tenco che la intitolò “Padroni della terra”, e successivamente cantata da Ornella Vanoni e da Ivano Fossati, è in breve tempo diventata una delle canzoni “anti-guerra” più famosa al mondo (anche per merito di Joan Baez che la utilizzò in numerosissime marce pacifiste), fino ad ottenere il “Nobel per la Pace” con la seguente
motivazione:
Oggi assegniamo, dopo un’attenta analisi, il premio Nobel per
la Pace alla Poesia “Il Disertore”. A Lei va il merito di aver, in oltre cinquant’anni di storia, educato la Popolazione Mondiale al rispetto della Libertà individuale e alla difesa della Pace gettando così le basi per un’era libera da guerre.

 


N.B
La notizia che avete appena letto è falsa, è stata emessa dal Dinanimismo (movimento poetico/artistico rivoluzionario delle anime) con la speranza che anche Voi, almeno per un secondo, ci abbiate creduto.

 

PERCHE' CREDERE NELLA PACE  E' IL PRIMO SFORZO CHE OCCORRE FARE PER COSTRUIRLA


http://recensionedinanimista.myblog.it/archive/2013/09/04/temp-0c5cf6a7dbba6b71125d12f27a3589d2-5666649.html