Il sindaco Matteo Renzi Enews 321, sabato 4 giugno 2011

 
 

Newsletter quindicinale. Un modo per restare in contatto, per fare il punto della situazione insieme e per evitare di parlarsi solo con le interviste o in campagna elettorale. Chi gradisce può segnalare altri amici. Chi non gradisce può cortesemente farlo notare: enews@matteorenzi.it

Ho ricevuto tantissimi commenti all'ultima enews. Ma mi avete anche scritto in tanti: “Matteo, troppo lunga! Scrivi meno.” Ci provo, allora. Di corsa.

Firenze
1. Le Grandi Cascine
Vogliamo una città capitale della sostenibilità. Abbiamo adottato regole urbanistiche all'insegna dei volumi zero: stop al consumo di suolo. Abbiamo pedonalizzato diverse aree del centro per un totale di oltre sei ettari. Stiamo investendo sulla mobilità elettrica. Ma se non ci riprendiamo il Parco delle Cascine ogni sforzo sarà vano.

Domani, domenica 5 giugno, alle Cascine presentiamo il masterplan degli interventi per riqualificare tutta l'area fino all'Argingrosso. Le previsioni del tempo non sono granché buone, ma abbiamo comunque organizzato un programma intenso, soprattutto per le famiglie. Qui trovate tutte le notizie . In ogni caso, con domani parte uno dei progetti più impegnativi per il futuro di Firenze: sarà bello vincerlo tutti assieme. Da giugno a settembre apriremo una fase di ascolto di tutte le persone interessate per eventuali modifiche, correzioni, suggerimenti. Poi inizierà il lavoro di recupero vero e proprio.

2. Occhio alla strada
A nome della sua famiglia, Valentina Guarnieri mi ha consegnato il Progetto David. Suo fratello, Lorenzo, è stato ucciso da una persona ubriaca e drogata lo scorso anno. Insieme all'Associazione Lorenzo Guarnieri e ad altre realtà che combattono la piaga degli incidenti stradali abbiamo realizzato un progetto che lavora su due piani. Il primo riguarda Firenze: molti interventi per aumentare la sicurezza stradale, dall'educazione nelle scuole alle condizioni delle strade, da una diversa gestione dei semafori all'aumento dei controlli da parte della Polizia Municipale. Perché se vogliamo migliorare i primi a doverci mettere in gioco siamo noi. E lo faremo, anche grazie alla collaborazione delle forze dell'ordine e di alcuni importanti partners come McKinsey, che ci ha accompagnato in questo percorso e l'agenzia Catoni Associati. Qui trovate tutti i numeri del progetto David. Il secondo riguarda la politica nazionale. Vogliamo contribuire a cambiare le regole del gioco, davvero. Se una persona si mette alla guida ubriaca e drogata e uccide qualcuno deve ricevere una condanna dura: per questo proponiamo l'istituzione di un reato nuovo, il c.d. Omicidio stradale e il ritiro a vita della patente. Se avete voglia e modo di darci una mano abbiamo aperto una raccolta di firma sul sito www.occhioallastrada.it : abbiamo appena superato quota 5.000. Conto molto sulla vostra firma, grazie. 

3. Lo sconto del 50%
Ho girato a lungo e in largo per l'Italia con il libro FUORI!. Tra le proposte che vi sono contenute c'è quella del dimezzamento del numero dei parlamentari. Bisogna cogliere l'umore del tempo che stiamo vivendo: le persone sono stanche dei costi e dei posti della politica. Ho deciso di dare un piccolo segnale, anch'io. Per Legge e Statuto il Sindaco di Firenze può nominare sedici assessori. Io ho deciso di scendere a quota otto. La metà esatta. Naturalmente rispettando la parità di genere, quattro donne e quattro uomini. Un piccolo gesto che non produce un risparmio enorme ma che dà il senso di come questa sfida sia cruciale per la dignità delle nostre Istituzioni. Se lo facessero anche in Parlamento, se eliminassero le pensioni per i consiglieri regionali, se riducessero gli sprechi, tutti i partiti avrebbero più credito.

A livello nazionale
Netta vittoria del centrosinistra e tanto di cappello ai neo colleghi sindaci. Sono felice soprattutto perché in molte città ho visto tornare la voglia di fare politica a tante persone tradizionalmente fuori dal giro. Ho fatto diverse chiusure di campagne elettorali nel venerdì finale: Gubbio, Rimini, Cattolica, Cento, Finale Emilia, Gallarate, Pavia, Novara, San Giuliano Milanese. Era bello vedere un popolo accanto ai candidati: persone desiderose di impegnarsi per la propria comunità. Conosco la fatica e la gioia di vincere una sfida in nome e per conto di altri: è una sensazione indescrivibile quella di rappresentare i sogni dei compagni di cordata. È bellissimo salire su un palco per testimoniare il successo di un noi. E ho imparato a gustare anche la difficoltà di ritrovarsi soli quando le cose non girano a mille. Per questo mando un abbraccio virtuale ai nuovi sindaci (anche a quelli non di centrosinistra), augurando loro di essere all'altezza della sfida che i loro elettori hanno voluto.

Per chi volesse fare una riflessione più politica, diciamo che hanno vinto le primarie anche contro chi non le voleva più: adesso le faranno anche nel PDL, sembra! Hanno vinto le storie credibili più che le alleanze raccogliticce. Ha vinto la chiarezza delle idee contro l'oscurità delle formule di palazzo. A mio giudizio è definitivamente tramontata l'idea novecentesca del partito tradizionale: può piacere o meno ma gli elettori italiani sono molto più avanti di come li rappresentino i dirigenti. Scelgono di volta in volta sulla base delle candidature e delle proposte. Per tutti questi motivi sono molto felice dell'esito delle elezioni e l'ho spiegato nell' intervista al Corriere della Sera che trovate cliccando qui.
Leggo i giornali in cui oggi vengo candidato alla guida dell'Associazione Nazionale dei Sindaci. Penso che nella vita non ci si possa candidare a tutto. Io do volentieri una mano all'Anci, ma sono il profilo meno adatto per un ruolo istituzionale come quello: non faccio il finto modesto, sono consapevole delle mie qualità, ma anche dei miei limiti. In un ruolo così istituzionale come la presidenza dell'Anci uno come me sarebbe più o meno come Dracula all'assemblea dei donatori di sangue. Penso piuttosto a fare il Sindaco di Firenze e a cercare di dare una mano perché il PD cambiando se stesso abbia la forza e la saggezza di cambiare l'Italia. Per guidare gli amministratori italiani sono in tanti a essere più bravi e più titolati di me.

Pensierino della sera.
Io mi ricordo. Io mi ricordo del massacro e della mattanza. Io mi ricordo del mercato di Sarajevo. Io mi ricordo soprattutto di Srebrenica. Di quella vergogna gigantesca che vide le Nazioni Unite complici del genocidio e la comunità internazionale silente davanti agli stupri e alle fosse comuni. Io mi ricordo e non ho voglia di dimenticare. Per cui quando è arrivata la notizia che il generale Mladic era stato arrestato, lo confesso: ho gioito. Quando una persona perde la libertà non si dovrebbe essere felici. Ma quando la giustizia arriva dove sembrava essersi arresa anche la speranza rivendico il dovere di festeggiare, il dovere, in nome del diritto. E quando ho sentito che un europarlamentare che si chiama Borghezio ha definito Mladic un patriota, bene io rivendico il dovere di dire che quell'europarlamentare è una vergogna per l'Italia. É una vergogna persino per la Lega, che non merita gente così.

Il sito www.matteorenzi.it raccoglie le notizie sulle tante iniziative che stiamo mandando avanti (la prossima newsletter parliamo in modo dettagliato dei cento luoghi: sul sito trovate per adesso il resoconto dell’ultima assemblea, quella del Centro Anziani dell’Anconella). La pagina Facebook ufficiale invece è questa. Segnalo tra l’altro nella bacheca una bella discussione sul merito dei referendum. Io ho profondo rispetto per chi non la pensa come me e proprio per questo amo molto le discussioni civili. Personalmente andrò a votare. Voterò tre sì e un no. Sì all’abrogazione del legittimo impedimento. La giustizia italiana ha bisogno di una riforma seria, non di leggine fatte ad hoc. Sì all’eliminazione del nucleare pensato da Scajola e Romani: quel treno l’Italia l’ha perso venticinque anni fa. Se proprio si vuol parlare di futuro si abbia il coraggio di sostenere la ricerca sul nucleare di nuova generazione, tutto da studiare e da approfondire, un nucleare più sicuro e che non lascia scorie plurisecolari in un Paese che non riesce a smaltire neanche i rifiuti ordinari come dimostra il caso Napoli.  Sì alla gestione pubblica dell’acqua: in Toscana i miei predecessori hanno scelto un modello misto che starà in vigore fino al 2023. Ma l’acqua è e deve rimanere un bene comune. Dico no al quesito sulla remunerazione dell’investimento. Il ragionamento è complesso e sarebbe bello approfondirlo. Non ne ho qui il tempo e lo spazio. In sintesi: se salta questa norma – discutibile quanto si vuole – saltano gli investimenti contro gli sprechi e per la depurazione. E le casse pubbliche italiane non paiono in condizioni di assicurare gli interventi necessari senza ricorrere al privato. Faccio un esempio concreto: a Firenze ancora un terzo dei cittadini non è collegato al depuratore di San Colombano, una vergogna autentica contro la quale ho combattuto appena arrivato. Abbiamo chiuso il progetto, trovato i settanta milioni di euro necessari e iniziato la realizzazione del collettore ma se nessuno ci avesse investito mettendoci i soldi, come avremmo potuto fare?

A presto
Matteo